Un fiume di emozioni ha travolto la sala stampa al termine della sorprendente vittoria della Lucchese, con un Giorgio Gorgone visibilmente provato dalla tensione ma traboccante di gioia. L'allenatore, accolto da un caloroso e spontaneo applauso dei giornalisti presenti, un tributo raro e significativo, ha faticato a contenere la sua euforia, dedicando parole al miele ai suoi giocatori e lanciando al contempo un messaggio chiaro e perentorio alla proprietà del club.
Visibilmente esausto ma con gli occhi che brillavano, Gorgone ha esordito con un gesto di sportività nei confronti dell'avversario: «Ho fatto i complimenti a Abate perché è una squadra forte e a me quella che piace di più, e si giocherà sino in fondo la promozione in un modo o nell'altro». Tuttavia, l'attenzione si è subito spostata sull'impresa compiuta dai suoi ragazzi: «Ma oggi ha trovato una Lucchese che mi ha regalato l'emozione più bella degli ultimi anni. Mi fa piacere in questo schifo di anno e mezzo». Queste parole, cariche di significato, testimoniano le difficoltà affrontate dal club e la portata di questa vittoria, capace di regalare una gioia immensa in un periodo complicato.
Il tecnico ha poi voluto ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a questo successo: «Devo ringraziare tutti i giocatori e lo staff e i dirigenti». Un riconoscimento doveroso per un gruppo che, nonostante le avversità, ha dimostrato grande coesione e spirito di sacrificio. Gorgone ha inoltre sottolineato l'ottimo rendimento della squadra nelle ultime uscite: «Questa squadra ha fatto venti punti nelle ultime partite, ha fatto un terzo di campionato da quinto posto». Numeri che parlano chiaro e che testimoniano la crescita e la determinazione del collettivo.
La passione e la grinta che Gorgone trasmette ai suoi giocatori sono state palpabili anche in sala stampa: «Io non voglio perdere e così vivo questo sport». Un'affermazione che riassume la mentalità vincente dell'allenatore, capace di infondere nei suoi ragazzi la stessa fame di successo. «I ragazzi stanno facendo qualcosa di grandioso in una situazione grottesca», ha aggiunto, lasciando intendere le problematiche che circondano il club ma che non hanno scalfito l'impegno della squadra.
Ma l'intervento di Gorgone non si è limitato all'analisi sportiva. Con un tono serio e determinato, ha affrontato la delicata questione societaria: «Ci sono difficoltà immense e ci sono anche ora». L'allenatore ha lanciato un appello diretto alla proprietà, chiedendo chiarezza sul futuro del club: «A chi ha preso questa squadra, chiediamo solo chiarezza: è disposto a pagare? Se sì diventerà il capo e sarà libero di fare quello che vuole, ma chiediamo solo chiarezza». Una richiesta legittima da parte di chi lavora quotidianamente per il bene della squadra e che necessita di certezze per poter programmare il futuro.
Gorgone ha poi fatto riferimento alla mancanza di rinforzi e alla precarietà della situazione: «Oggi al quarto cambio in due mesi, ve lo chiediamo per cortesia: se non avete le possibilità, lo dico senza pregiudizi, non sopporteremo altre tiritere. Se ci sono le condizioni sono il benvenuto, se non sono in grado devono essere chiari e quello che sarà sarà, non se può più». Un vero e proprio ultimatum, pronunciato con la voce di un intero spogliatoio stanco di promesse non mantenute.
L'allenatore ha tenuto a precisare che la sua non è una questione personale: «Niente di personale, non ho pregiudizi. Ci sarà una presentazione? Importante è che riescano a rispettare gli impegni». Ciò che preme a Gorgone e alla squadra è la serietà e la concretezza delle azioni della proprietà. «Io parlo a nome della squadra: non se ne può più per rispetto nostro e della città». Un grido d'allarme che va oltre gli stipendi arretrati, toccando la dignità e l'orgoglio di chi rappresenta una piazza importante come Lucca.
La preoccupazione per il futuro è evidente nelle parole di Gorgone: «Se dovessimo salvarci sul campo e fallire a giugno, che cosa sarebbe? Sarebbe una cosa folle e molto grave, chiediamo chiarezza». Un'eventualità che la squadra vuole scongiurare a tutti i costi, chiedendo risposte concrete prima della prossima sfida: «Abbiamo bisogno di una risposta chiara, prima della partita di Pontedera, altrimenti non è più rispettoso: non vogliamo più essere uno strumento che serve per una cosa ma non serve per un'altra, è semplice. Chi non è in grado di adempiere deve solo andare via». Un messaggio forte e inequivocabile, che pone la proprietà di fronte alle proprie responsabilità e che sottolinea la determinazione della Lucchese a non essere più ostaggio di incertezze.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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