Non gioca a pallacanestro, bensì a calcio. E lo fa alla grande. Ma il "suo" è comunque un tiro da tre punti. "Suo", di Riccardo Brugnolo. Una magica punizione del centrocampista vale, infatti, il bottino pieno contro il Caravaggio. E la vittoria numero 21 in campionato per una Dolomiti Bellunesi che, a cinque giornate dalla bandiera a scacchi, mantiene il primato in graduatoria con 4 lunghezze di margine sulla vice capolista Treviso.
Il piazzato all'angolino, a metà della frazione iniziale, permette al gruppo di mister Zanini di esultare per la seconda volta di fila e di ritrovare un'affermazione casalinga che mancava dal 9 febbraio. Anche senza Marangon - rimasto in panchina, ma comunque sulla via del recupero - i dolomitici riescono a trovare le chiavi per risolvere uno dei tanti rebus che propone regolarmente un girone sempre più ricco di insidie e sorprese.
«Siamo partiti benissimo, abbiamo voluto dare subito una precisa impronta alla partita - argomenta mister Nicola Zanini -. Poi, quando non riesci a segnare il 2-0 e a chiudere i conti, subentra inevitabilmente un pizzico di timore: in particolare, abbiamo subìto un paio di situazioni pericolose su palla inattiva. Ma, nel complesso, la sfida è stata interpretata in maniera corretta. L'undici iniziale? Per aumentare il livello di pericolosità, volevo avere De Paoli e Cossalter sulla stessa fascia: quando uno si apriva, l'altro stringeva. E viceversa».
A Feltre si respira uno splendido clima: «È piacevolissimo stare in campo con lo stadio pieno di tifosi. Stiamo vivendo un momento felice e lo voglio condividere con tutti. Dobbiamo crederci, insieme».
L'ultimo pensiero del mister è per Pablo Perez: «Soffre a non giocare, lo conosciamo bene. Ma pet noi è importantissimo: è il nostro capitano e continua a darci una grande aiuto. Ecco perché vorrei dedicargli questi tre punti».
Riviviamo il match. Senza lo squalificato Chiesa, Parlato viene arretrato sulla linea di difesa e, all'interno di un sistema fluido e flessibile, il multitasking Cossalter agisce sul lato destro del campo, mentre De Paoli sostiene la coppia d'attacco, già schierata la domenica precedente a Montecchio Maggiore: quella formata da Diallo e Olonisakin.
Al 7', il primo squillo arriva dal sinistro di Cossalter, su calcio piazzato: Pennesi è attento e respinge. Ma è solo la prova generale del gol, che arriva proprio su punizione: a trasformarla, con un rasoterra chirurgico ad aggirare la barriera, è il già citato Brugnolo. Il Caravaggio, però, reagisce. E sfiora il pareggio in seguito a un tiro dalla distanza di Zazzi, deviato da Carraro. E soprattutto con l'incornata di Reinero: palla sulla traversa. E il montante trema pure sulla sassata di Barazzetta. Tutto questo nell'arco di tre giri di lancette.
La Dolomiti Bellunesi capisce che non è il caso di scherzare col fuoco e obbliga agli straordinari l'estremo difensore lombardo, decisivo nel deviare il velenoso tiro-cross di Brugnolo e addirittura superlativo sul colpo di testa di Alcides: il grande riflesso di Pennesi evita un raddoppio che sembrava ormai scritto. Come sembrava scritto l'epilogo del contropiede, poco oltre la mezz'ora della ripresa, quando Diallo si presenta a tu per tu col portiere e serve centralmente Olonikasin, che però non inquadra lo specchio da ottima posizione. Pennesi è un muro pure sul bolide di Brugnolo, a 7' dallo scadere, mentre Alcides, ancora di testa, sfiora il bersaglio. Insomma, la supremazia dolomitica è lampante. E, al triplice fischio, è festa grande anche per il sempre più folto e caloroso pubblico dello Zugni Tauro.
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