Raffaele Biancolino, condottiero dell'Avellino, ha analizzato con passione e trasporto la vittoria ottenuta contro i rivali del Benevento. Le sue dichiarazioni in conferenza stampa hanno messo in luce non solo il valore dei tre punti conquistati, ma soprattutto lo spirito combattivo e la resilienza che contraddistinguono la sua squadra.
«Questa squadra rispecchia la città, il popolo irpino, che non molla mai, che lotta fino alla fine per tirarsi fuori da qualsiasi situazione. Abbiamo dimostrato di avere gli attributi, oggi, ma non solo». Con queste parole, Biancolino ha tracciato un parallelismo tra la tenacia dei suoi giocatori e quella della comunità avellinese, un popolo orgoglioso e mai domo.
Il tecnico ha poi espresso la sua profonda ammirazione per l'impegno e la dedizione mostrati dalla squadra, sottolineando come i risultati ottenuti siano motivo di grande fierezza. Allo stesso modo, ha tributato un sentito omaggio ai tifosi, definendoli un elemento distintivo e di categoria superiore. «Sono fiero di quello che stiamo facendo, vanno fatti i complimenti alla squadra per quello che ha dimostrato, vanno fatti i complimenti a questa gente, che non è di questa categoria. Questa gente ti fa sentire questa maglia tatuata addosso. Ed è quello che ho sempre voluto portare dal primo giorno». Un legame forte e sentito, quello tra la squadra e i suoi sostenitori, che Biancolino ha cercato di coltivare fin dal suo arrivo sulla panchina biancoverde.
Ripercorrendo la sua carriera da calciatore e da allenatore, Biancolino ha ricordato come la sofferenza sia spesso una compagna inseparabile del successo. Citando le sue esperienze passate, da Crotone a Napoli, passando per Foggia e Catanzaro, ha voluto preparare l'ambiente alle sfide che ancora attendono l'Avellino.
«Non ricordo un campionato vinto senza soffrire. Il primo a Crotone, il secondo con il Napoli, il terzo il gol di Rivaldo con il Foggia, il quarto a Catanzaro. Siamo abituati e pronti, sappiamo soffrire, questo popolo è pronto a soffrire». Un monito e al tempo stesso un incoraggiamento a stringere i denti e a lottare uniti verso l'obiettivo finale.
Biancolino ha poi posto l'accento sull'unità e la coesione del gruppo, elementi fondamentali per superare le difficoltà e raggiungere traguardi importanti. Pur riconoscendo che qualche malumore è fisiologico in uno spogliatoio, ha sottolineato come l'attenzione sia focalizzata sul bene comune e sul raggiungimento dell'obiettivo stagionale. «Sono ragazzi che si vogliono bene, il gruppo è compatto, vogliamo raggiungere quell'obiettivo che stiamo rincorrendo da alcuni anni. Certo, c'è chi è scontento, chi gioca meno, chi esce, chi entra dopo, ma ci sta, siamo concentrati sull'obiettivo».
Analizzando le scelte tattiche per la partita contro il Benevento, Biancolino ha spiegato la decisione di schierare Armellino dal primo minuto, evidenziando la necessità di un giocatore con determinate caratteristiche per affrontare l'impegno. Allo stesso tempo, ha espresso parole di elogio per il giovane Palumbo e ha ribadito la sua fiducia nel potenziale di Martin, considerato un elemento importante per il futuro dell'Avellino.
«Ho provato anche Palumbo, ma alla fine ho visto in settimana che andavamo un po' in difficoltà e quindi mi serviva uno che faceva legna a centrocampo. L'ho detto più volte, Martin sarà un giocatore del futuro dell'Avellino».
In vista della prossima sfida contro il Cerignola, Biancolino ha preferito non alimentare polemiche, invitando i suoi giocatori a concentrarsi esclusivamente sulla propria prestazione, senza farsi condizionare dai risultati degli avversari. Ha poi lanciato un messaggio di determinazione in vista delle ultime quattro partite di campionato, sottolineando la mentalità vincente della squadra e la priorità dell'obiettivo collettivo rispetto agli interessi individuali.
«Non voglio creare problemi, non voglio alzare polveroni. Ai ragazzi ho detto di non pensare a quella partita, di non guardare il risultato, anche se ti tocca. E sappiamo che anche domenica sarà così, loro giocano prima. Per noi sarà una guerra, sta a noi dimostrare in queste ultime 4 partite di essere i più forti. La squadra si è mentalizzata, conta più l'obiettivo di gruppo che personale».
Interrogato sulla possibilità di raggiungere il primo posto, Biancolino ha mantenuto un profilo basso, preferendo concentrarsi sulle prossime due sfide contro Catania e Monopoli, senza farsi distrarre da calcoli o proiezioni a lungo termine. «Io penso solo al Catania in questo momento, non ci penso al primo posto. Penso solo al Catania e poi al Monopoli».
Rassicurazioni sono arrivate anche sulle condizioni di D'Ausilio, uscito dal campo durante la partita: «Era solo stanco e ha chiesto il cambio, nulla di particolare».
Biancolino ha poi speso parole di elogio per i suoi attaccanti, Patierno e Lescano, sottolineando il loro impegno e il loro spirito di sacrificio al servizio della squadra. «E' giusto che voglia il gol, ho fatto l'attaccante, lo so. Ma ci sta aiutando tantissimo, si sacrifica, lotta, sta dando tutto. Ma voglio fare i complimenti anche a Lescano, sta dando l'anima, corre ovunque, sta dimostrando una grande voglia di vincere e di sacrificio e lo ringrazio».
Infine, un aggiornamento sulle condizioni di Rocca, che sta lavorando per recuperare al più presto e tornare a disposizione della squadra in vista della fase finale del campionato. «Sta facendo di tutto per provare a rientrare prima del campionato. Per noi è un giocatore importante».
In conclusione, Biancolino ha ribadito la forza del gruppo nel far sentire ogni giocatore parte integrante del progetto, con l'obiettivo comune di portare l'Avellino il più in alto possibile e di regalare una grande gioia ai propri tifosi. «E' quella di far sentire tutti importanti. Tutti vogliamo il bene dei lupi e arrivare là davanti e sto cercando di regalare ai tifosi questo grande sogno».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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