Nella sua lunga storia conta due partecipazioni alla Serie A e 27 in B. Ora è in Serie C, ma il presidente Tagliavento e il patron Bandecchi hanno forti ambizioni di crescita. La squadra e i suoi calciatori sono noti con il soprannome di Fere, ovvero “belve” in ternano. E dal 2016 la Ternana ha anche una sua squadra femminile: le rossoverdi sono state da poco ripescate, grazie alla rinuncia della Ripalimosani, nel girone D della terza serie nazionale femminile, la Serie C, che dipende dalla Lega Nazionale Dilettanti.

Ci spiega il progetto della Ternana Daniele Liberati:La Ternana ha iniziato a costruire il suo settore femminile dal 2016: i primi tre anni abbiamo iniziato con l’attività di base e il settore giovanile, basandoci sulla collaborazione con gli istituti scolastici, ora ci stiamo rivolgendo al territorio per avvicinare le bambine alla nostra società. Un anno fa abbiamo costruito la prima squadra con quasi tutte le giocatrici provenienti dalle nostre giovanili. Sono ragazze che al 90 per cento studiano”.

È arrivato a sorpresa il ripescaggio in Serie C, campionato impegnativo, con molte trasferte fuori regione…

È vero, ormai quasi non ci speravamo più, ma siamo felici di questo salto: viviamo con questo entusiasmo, ma dobbiamo essere pronti per questa categoria con l’obiettivo di mantenerla. Ovviamente ci aspetterà un ulteriore banco di prova, visto che buona parte delle partite del prossimo campionato le giocheremo al Sud, dalla Sicilia alla Calabria. La squadra sarà guidata ancora da Marco Migliorini, che ha portato una mentalità che si sposa appieno con quella della società.

Come vi state organizzando a livello giovanile?

Stiamo cercando di aumentare le nostre tesserate, che adesso formano una squadra in ogni biennio: abbiamo Juniores, Under 15 e Under 12/10. Al momento le iscritte sono circa 70. C’è purtroppo ancora po’ di diffidenza da parte dei genitori ad avvicinarsi al calcio femminile, anche se molti ci seguono con grande entusiasmo.

Quanto è importante per la Ternana avere un settore femminile?

Adesso inizia ad avere una priorità, perché la proprietà ci tiene a far crescere un proprio settore femminile, investendo anche sulle strutture che sono state appena inaugurate. Se hai la possibilità di entrare in un club professionistico allora sei tranquillo, hai tutto quello che serve. Non ci manca niente. Diversamente sarebbe un problema andare avanti con una squadra femminile. Ma io credo che il movimento abbia grandi margini di crescita.

È stato avviato anche il progetto per arrivare al professionismo femminile…

Credo che sia un passo necessario. Magari porterà difficoltà a qualche società meno strutturata, ma è giusto che questo riconoscimento sia dato alle ragazze che danno tanto per questo sport.

Sezione: Calcio femminile / Data: Mar 27 ottobre 2020 alle 23:45 / Fonte: calcio illustrato
Autore: Maria Lopez
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