Turris, con Fabiano hai lo stesso passo del... Bari

di Massimo Poerio
Fonte: tuttoturris.com
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La svolta c’è stata: forte, dirompente, convincente. La Turris dopo il cambio di conduzione tecnica è praticamente un’altra squadra. Lo dicono i numeri, inconfutabili e quasi mai banali. Non poteva essere la vera Turris quella delle prime gare, quella che prendeva 4 scoppole da un Roccella volenteroso ma non irresistibile, o quella che cadeva a San Cataldo senza cenni di reazione. Poteva passare la tesi di una Turris leggermente sopravvalutata, ma in ogni caso non poteva essere quella la reale dimensione di una rosa costata comunque non poco e costituita da giocatori con curriculum importanti per la categoria, che non potevano aver dimenticato di come si gioca calcio tutto d’un tratto…

Evidentemente c’era qualcosa che non funzionava con lo staff tecnico e l’avvento di Franco Fabiano sulla panchina corallina ha dato manforte a chi aveva questo tipo di sensazioni. In gergo si dice “Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare” ed in effetti al tecnico torrese deve essere riconosciuto il merito di aver dato quella scossa che ambiente e società auspicavano, ma del quale nessuno poteva esserne certo a priori. Quel che più sorprende è il cambio repentino evidenziato dalla Turris in soli pochi giorni, trovando una quadratura che non era riuscita ad ottenere con oltre due mesi di lavoro estivo. Dai vari cambi di formazione delle prime giornate, sotto la gestione Fabiano invece la Turris ha assunto un’ossatura che è rimasta pressoché identica nelle gare successive, partendo dalla coppia centrale difensiva, passando agli under e al tridente offensivo.

Nelle ultime 5 partite infatti i corallini sono stati tra i pochi, in compagnia di Nocerina e Portici, a tenere lo stesso passo della corazzata Bari, con 3 vittorie al Liguori e 2 pareggi esterni per un totale di 11 punti. Un rendimento che acquista ancor più valore, se si pensa che in questo trittico la Turris ha affrontato Bari, Messina e Marsala, sfiorando anche la vittoria contro questi ultimi.

Un cambio di passo che sostanzialmente può essere sintetizzato in 4 punti:

- il primo, l’aver trovato appunto una quadratura, un’identità, una coerenza di formazione, giusta o sbagliata che sia;

- il secondo, l’aver risolto le criticità under, in particolare quella del classe ’00, pescando dal cilindro la felice intuizione del giovanissimo Fabiano, tra l’altro prodotto della “cantera” corallina;

- il terzo, l’aver trovato una invidiabile solidità difensiva, probabilmente frutto anche di un maggiore pragmatismo, certificata dalla sola rete subita nelle ultime 5 partite, che rendono la Turris la miglior difesa del girone I dall’avvento di mister Fabiano;

- il quarto consiste nel cambio di mentalità, con l’acquisizione di una maggiore personalità e convinzione nei propri mezzi, come dimostrano soprattutto le prestazioni positive in campi ostici come Bari e Marsala.

Numeri che di fatto ora mettono la Turris di nuovo sotto i riflettori. Migliorando i risultati, sono di nuovo aumentate le aspettative che erano state prontamente rimosse dopo il deludente inizio di stagione. Ma ora i corallini sembrano avere le spalle larghe anche per poter reggere una maggiore pressione, comunque legittima, da parte della piazza.

Lo step successivo è infatti dimostrare che non si è trattata di una semplice sfuriata, ma che la reale forza della Turris è proprio questa. Probabilmente il Bari straccerà il campionato, ma i corallini hanno le potenzialità ed il dovere di creare i “presupposti tecnici” per valutare un domani la possibilità di un ripescaggio, sperando che, parallelamente, dalle istituzioni vengano garantiti i “presupposti strutturali” per poter realizzare le ambizioni del presidente Colantonio. Altrimenti sarà tutto inutile…


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