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Palermo, Kraja: «Qui per diventare grande. Mi ispiro a Isco e sogno Guardiola»

di Maria Lopez
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Cresce e stupisce sempre più con i suoi colpi il fantasista Erdis Kraja. Il centrocampista classe 2000 del Palermo pare aver già conquistato i cuori dei tifosi rosanero ed anche la critica che oggi lo incensa con paragoni ingombranti.

Dalle colonne del quotidiano "La Repubblica" torna a parlare proprio il giovane alabanese:  «Cassano? Anche se devo dire che non ho sentito nessuno accostarmi a lui il paragone mi fa piacere. I giocatori con quelle caratteristiche sono quelli che seguo di più. A chi mi ispiro? Isco del Real Madrid. Lo ammiro molto e a volte cerco di imitarne anche le movenze, ma non so se ci riesco. Lui su tutti, ma mi piacciono tutti quelli che hanno le caratteristiche tipo Iniesta o Xavi. Posizione in campo? La domanda sul ruolo in cui preferisco giocare è quella che mi fanno più spesso. Tutti mi chiedono dove mi trovi meglio, visto che ho giocato da difensore centrale, da centrocampista e Pergolizzi mi ha anche reinventato trequartista. Rispondo sempre “dove mi mette il mister”. Cerco di dare il massimo, secondo me è il campo a dire la zona in cui rendo meglio. Cerco di adattarmi a qualsiasi ruolo, che sia il portiere o il terzino: per me è uguale. Sono nato a Chiari, in provincia di Brescia. I miei sono arrivati in Italia negli anni Novanta. Prima è arrivato mio padre Jetmir, poi l’ha seguito mia madre Ilvana. Mi hanno raccontato molto dell’Albania. Quando ero più piccolo ci andavamo spesso, ora mi capita di andare un po’ meno. Ma mi piace tornare dove ho le mie radici. Mi ritrovo con la cultura e il modo di pensare degli albanesi. Il sogno? Fin da piccolo ho giocato a calcio. Ho sempre pensato, e continuo a farlo, che sarebbe diventata la mia professione. Tutti gli sforzi e i sacrifici, da parte mia e soprattutto dei miei genitori, sono sempre stato concentrati sul pallone. Spero e mi auguro di continuare su questa strada. I miei inizi? A Palazzolo Sull’Oglio, la cittadina dove abito io, mio padre mi ha portato al campo e mi ha lanciato nella mischia. Poi quasi subito sono entrato nella squadra del paese e contemporaneamente ero iscritto alla scuola calcio. Lì mi ha notato l’Atalanta e mi ha chiesto di provare, ho fatto il provino e ho iniziato tutta la trafila nelle giovanili. Scudetto Primavera con l’Atalanta ed ora la Sicilia? È stato un balzo incredibile. Giocare a Palermo, una piazza che non è da D mi sta formando molto. Bergamo non è piccola, ma rispetto a una Primavera lì a una prima squadra qui il salto è enorme. Il livello della nostra squadra è molto più alto di una formazione di D normale. Lontano dal “Barbera” troviamo qualche difficoltà perché per forza di cose ci sono campi sui quali è difficili esprimere il nostro gioco. Però ci proviamo lo stesso e fino ad ora ci è andata bene. Il mio futuro? Spero con il pallone fra i piedi. A Palermo mi trovo bene, ma è un po’ presto per parlare di futuro. Sono in prestito dall’Atalanta. Non ho obiettivi a lungo termine, penso sempre giorno dopo giorno. Guardo più il presente: il futuro è determinato da quello che fai nel presente. Penso solo a crescere. Da chi mi piacerebbe essere allenato? Guardiola su tutti, per il gioco che esprime. Ovunque vada lascia la sua impronta, anche ora con il Manchester city. Ma anche Conte: riesce a fare sempre un lavoro incredibile. È un allenatore perfetto per fare esprimere i giovani al massimo».

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Martedì 26 maggio 2020
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