Il Grosseto si avvia verso la conclusione di un campionato dall'identità frammentaria. Dopo i timori di un tracollo definitivo, la squadra ha mostrato una resilienza che mantiene aperti alcuni spiragli di speranza. I due pareggi consecutivi con il Follonica Gavorrano e Flaminia Civita Castellana hanno quantomeno scongiurato il precipizio, con la società e il tecnico che continuano a predicare la necessità di concludere la stagione con dignità.
La corsa ai playoff rimane ancora percorribile, con i biancorossi attualmente dentro la zona qualificazione. Tuttavia, l'obiettivo del secondo posto appare ormai utopistico, complice il distacco di otto punti dal Foligno. A complicare ulteriormente il quadro, l'ennesimo infortunio - uno stiramento al flessore - che terrà fuori capitan Riccardo Cretella per un mese.
I numeri raccontano una storia impietosa di un rendimento a due velocità. Sotto la guida di Gigi Consonni, subentrato a Malotti alla settima giornata, la squadra ha disputato ventidue partite con un clamoroso divario tra girone di andata e ritorno.
Nel girone di andata: otto vittorie, due pareggi e una sola sconfitta. Nel girone di ritorno: appena due successi, cinque pareggi e quattro ko. La fotografia statistica è impietosa: quattordici reti segnate all'andata contro le sole otto del ritorno; cinque reti al passivo iniziali che diventano dodici nel girone di ritorno.
La media punti a partita con Consonni si attesta a 1.68, ma solo grazie al brillante 2.3 del girone di andata. Nel ritorno, la squadra raccoglie un deludente punto a gara. Nelle ultime cinque partite, Grosseto e Siena risultano le peggiori tra le squadre di vertice, con soli cinque punti conquistati, contro gli undici del Foligno.
L'unica vera consolazione arriva dalla difesa. Il Grifone ha subito appena nove gol in casa - meglio di tutti - e in tredici occasioni su ventidue non ha nemmeno incassato reti, con sei clean sheet. Un dato che sottolinea la solidità del reparto arretrato, unica vera nota positiva di questa stagione.
Il problema principale sembra risiedere nell'incapacità di tradurre la solidità difensiva in concretezza offensiva. Tra le cause, gli analisti individuano una rosa ristretta, gli infortuni numerosi e probabilmente un limite mentale legato alla necessità di inseguire risultati senza poter sbagliare.
"Sarebbe bastato trovare il modo di segnare qualche rete in più per assistere a un campionato diverso", sintetizza efficacemente l'articolo. Molte reti subite deriverebbero da errori individuali, elemento che lascia margini di miglioramento per il futuro.
I playoff restano un obiettivo possibile, ma non scontato. Le ultime sei gare diventeranno un prezioso banco di prova per valutare il carattere di questa squadra e gettare le basi per la prossima stagione.
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