Immobile e il futuro da allenatore: "Pescara grande piazza per iniziare, ma prima devo finire senza zoppicare"
Ciro Immobile guarda già oltre il campo. L'attaccante del Paris FC, intervistato da SkyCalcio Unplugged, ha affrontato con ironia e lucidità il tema del suo futuro professionale, lasciando intravedere ambizioni che vanno ben oltre il termine della carriera da calciatore.
Il discorso è partito dal recente ritorno di Lorenzo Insigne al Pescara, operazione di mercato che ha riacceso i riflettori sulla piazza abruzzese. Ma per Immobile, che con quella maglia ha già scritto pagine importanti della sua storia calcistica, non c'è stata alcuna tentazione di tornare sui suoi passi. "Quando si è trasferito al Pescara, ho incontrato Verratti a Parigi. Io avevo già firmato per il Paris FC. Non c'è mai stata una chiamata per il ritorno al Pescara", ha chiarito l'attaccante, sgombrando il campo da possibili voci di mercato.
Ma è proprio parlando con Marco Verratti che Immobile ha lasciato trasparire le sue vere intenzioni per il domani. Con una battuta che nasconde più di un fondo di verità, il bomber ha dichiarato: "Io ho detto a Verratti che Pescara è una grande piazza per iniziare ad allenare. Bisogna buttare gli ami per il futuro". Una frase pronunciata tra il serio e il faceto, che tuttavia rivela come l'ex capitano della Lazio stia già ragionando sulla seconda parte della sua carriera, quella dalla panchina.
I tempi, però, non sono ancora maturi. Immobile ha le idee chiare sulla tabella di marcia: "Il prossimo anno ho ancora il contratto con il Paris FC, poi finisce e vediamo come sto fisicamente. Deciderò, avrò 37 anni". L'obiettivo primario resta quello di chiudere la carriera da giocatore nel migliore dei modi, senza forzare i tempi né compromettere la propria integrità fisica. "Voglio finire senza zoppiccare, mettiamola così", ha aggiunto con la consueta schiettezza che lo contraddistingue.
Quando gli è stato chiesto di immaginare che tipo di allenatore potrebbe diventare, Immobile non ha esitato a definire anche lo stile che vorrebbe adottare in panchina: "Con giacca e cravatta, mi piace". Un dettaglio apparentemente marginale, ma che fotografa l'approccio serio e professionale con cui l'attaccante intende affrontare questa nuova sfida. La scelta dell'abbigliamento formale non è solo una questione estetica, ma il simbolo di un'attitudine: quella di chi vuole portare sulla panchina la stessa serietà e dedizione che ha caratterizzato la sua carriera da calciatore.
Pescara, dunque, potrebbe davvero rappresentare il punto di partenza di questa nuova avventura. Una piazza che conosce bene, dove è cresciuto e dove ha mosso i primi passi nel calcio professionistico. Un ambiente che, nonostante le difficoltà degli ultimi anni, conserva ancora un blasone importante e una tifoseria appassionata. Sarebbe un ritorno carico di significato, un modo per restituire qualcosa a una città che lo ha visto sbocciare come talento.
Per ora, però, Immobile resta concentrato sul presente parigino. Il contratto con il Paris FC lo lega alla squadra della capitale francese ancora per una stagione, e l'attaccante intende onorarepienamente questo impegno prima di voltare pagina. Solo dopo, con 37 anni sulle spalle e un bagaglio di esperienza invidiabile, arriverà il momento delle scelte definitive.
Quella di Immobile è una riflessione che molti campioni affrontano quando si avvicinano al tramonto della carriera agonistica. La voglia di restare nel mondo del calcio, di trasmettere esperienza e competenze, di mettersi alla prova in un ruolo completamente diverso ma altrettanto affascinante. E se Pescara dovesse davvero diventare la sua prima panchina, per la città abruzzese sarebbe un colpo di prestigio non indifferente: riportare a casa un figlio del vivaio, questa volta nelle vesti di guida tecnica, per scrivere insieme un nuovo capitolo di storia.