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Voghera, si tratta la cessione della società

di Massimo Poerio
Fonte: la provincia pavese

Roberto Ascagni apre e Donato Troiano accetta di trattare. Dopo che l’ex presidente rossonero aveva dato la disponibilità «a sedersi a un tavolo con il dg rossonero per il bene del Voghera», Troiano ha passato la palla al proprio avvocato con l’intenzione di rinunciare all’arbitrato e trovare quindi un accordo. Ascagni sostiene di non aver ricevuto tutti i soldi previsti per il passaggio delle quote societarie alla holding: la questione è al centro di una causa civile in tribunale, ma è in corso anche un processo penale contro l’ex numero uno via Facchinetti, accusato di appropriazione indebita delle fatture pubblicitarie della Voghe. Insomma, uno scenario intricato che rischia di tenere lontani i potenziali acquirenti del club rossonero.

Il sindaco Carlo Barbieri si sta adoperando in prima persona, proprio per favorire una schiarita che agevoli le trattative per il cambio di proprietà. Ieri pomeriggio ha incontrato a Palazzo Gounela Ascagni, accompagnato dall’avvocato Carlo Vertua. Il sindaco si è proposto come moderatore tra Ascagni e Troiano, un ruolo che avrebbe convinto le parti a trattare, non in prima persona ma affidandosi ai rispettivi legali. Lo stesso Ascagni al termine ha ribadito la disponibilità a discutere. Quel che è certo è che Troiano non ha intenzione di rimanere a Voghera, ma se venisse raggiunto un accordo con Ascagni, che tornerebbe proprietario della società, potrebbero aprirsi orizzonti nuovi. Si sussurra con insistenza di una cordata di imprenditori (si parla di cinque persone) non vogheresi sarebbe disposta ad acquisire la Voghe. Tutto questo avverrebbe solo e unicamente se Ascagni tornasse a tutti gli effetti patron e fungesse da traghettatore.

In questo scenario potrebbe rientrare in gioco anche l’ex segretario Chiesa che in un primo momento aveva smentito un interessamento diretto, ma che in una situazione più serena potrebbe tornare a collaboratore con il club. Nel gioco del domino potrebbe rientrare anche l’ex presidente Gastaldi se Chiesa rimettesse piede in via Facchinetti. Ma la premessa necessaria e indispensabile è che si arrivi a un’intesa purchessia tra i legali di Troiano e Ascagni. La tempistica perché ciò avvenga è un altro punto fondamentale, infatti una conclusione in tempi rapidi della trattativa favorirebbe il passaggio di proprietà e la preparazione della nuova stagione. La nuova cordata, che sarebbe composta da persone con alle spalle esperienza nel mondo del calcio, sarebbe infatti pronta ad attendere fino ai primi di giugno, ma non oltre.

Non è tramontata, intanto, l’ipotesi di un coinvolgimento di Giacomo Brega, che nei mesi scorsi ha rinunciato alla carica di presidente dell’Oltrepo ma che ha dichiarato più volte di «non voler uscire dal mondo del calcio».


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