Vigor Senigallia, è già tempo di guardare al futuro (e programmare)
Si chiude con un pareggio per 3 a 3 sul campo dell'Unipomezia la stagione della Vigor Senigallia, che conquista il settimo posto nel suo quarto campionato consecutivo di Serie D. Un traguardo sfiorato per appena due punti dalla zona playoff, che lascia comunque spazio alla soddisfazione, considerata la complessità di un'annata tutt'altro che lineare.
Il bilancio sportivo va infatti letto alla luce di una stagione tormentata, segnata dall'avvicendamento di tre allenatori — Magi, Berretta e Clementi — e da una serie di imprevisti che hanno condizionato il cammino del club, dai problemi fisici di alcuni elementi fino a vicende extracalcistiche che hanno messo a dura prova la tenuta del gruppo. In questo contesto, il settimo posto assume i contorni di un risultato dignitoso, da accogliere senza rimpianti.
Con la stagione archiviata, l'attenzione si sposta inevitabilmente sulla costruzione del prossimo ciclo. Stando alle voci circolate negli ambienti vicini alla società — in attesa di eventuali comunicazioni ufficiali, di cui si è parlato ma che al momento non trovano conferma — il primo passaggio riguarderà la definizione dei quadri tecnici. I nomi che circolano con maggiore insistenza sono quelli di Roberto Moroni come direttore sportivo e di Aldo Clementi come allenatore.
Lo stesso Clementi, nelle dichiarazioni rilasciate a ridosso dell'ultima giornata di campionato, ha sempre lasciato aperta la questione con una certa cautela, antepondo un condizionale alla propria permanenza sulla panchina biancorossa. L'impressione prevalente, tuttavia, è che la continuità tecnica sia lo scenario più probabile.
Qualora la conferma si concretizzasse, il lavoro più delicato sarà trovare un punto di equilibrio tra le esigenze del tecnico e la filosofia gestionale della società. La Vigor ha sempre fatto della sostenibilità economica e del rigore di bilancio i propri capisaldi, un approccio che Clementi ha già dimostrato di saper rispettare. Tuttavia, proprio sabato, alla vigilia della trasferta a Pomezia, l'allenatore ha tenuto a ribadire alcuni concetti fondamentali sulla costruzione della rosa: «Alcuni under, Celani e qualche altro, sono pronti, ma l'innesto dei giovani va fatto con gradualità e fidando su un nucleo di adulti che li aiutino a crescere».
Le parole di Clementi fotografano con chiarezza il dilemma che attende la dirigenza: una Vigor orientata alla valorizzazione delle risorse locali non può prescindere dalla presenza di giocatori esperti — figure come Grandis, De Feo e Tonelli vengono citate come riferimenti — capaci di offrire ai più giovani un contesto in cui crescere e maturare.
Il punto cruciale, dunque, è quanti tra i protagonisti di questa stagione resteranno. Diversi calciatori della rosa attuale, così come alcuni giocatori senigalliesi e altri residenti nelle vicinanze — tra i nomi che circolano, Braconi, Tomba e Urso — potrebbero già essere finiti nel mirino di altri club, o esserlo a breve. La Serie D è un campionato nel quale la concorrenza sul mercato è serrata, e trattenere i propri uomini migliori richiede capacità di manovra non sempre compatibili con i vincoli di budget.
Questi elementi rischiano di diventare altrettanti punti di frizione nel confronto tra società e allenatore, qualora le trattative per il rinnovo dovessero entrare nel vivo.
Nel frattempo, la stagione si avvia alla sua conclusione formale. Gli allenamenti sono già terminati e il tradizionale "rompete le righe" è atteso per giovedì, con una breve seduta sul sintetico del Bianchelli — o eventualmente in altra sede, con l'ipotesi suggestiva di una sgambata in spiaggia — seguita dalla rituale cena di fine anno. Un momento di festa e di saluto, con la speranza che il gruppo possa ritrovarsi, almeno in buona parte, nella stagione che verrà.
Perché la Serie D, come sanno bene a Senigallia, non fa sconti. E l'anno prossimo potrebbe rivelarsi ancora più impegnativo.