.

Vigor Lamezia, rush finale ma per centrare la salvezza serve ritrovarsi

di Luigi Redaelli

La ripresa del campionato si è trasformata in un incubo per la Vigor Lamezia, sconfitta tra le mura amiche dello stadio "D'Ippolito" dal CastrumFavara in una gara che ha lasciato l'amaro in bocca alla piazza calabrese. Non è tanto il risultato negativo a preoccupare, quanto la prestazione offerta e, soprattutto, le turbolenze societarie che rischiano di compromettere la serenità dell'ambiente.

Al termine del match, il pubblico presente sugli spalti non ha risparmiato critiche alla squadra, accompagnando l'uscita dal campo dei giocatori con sonori fischi di disapprovazione. Una contestazione che testimonia il malcontento per una performance ritenuta inadeguata, caratterizzata da scarsa determinazione e mancanza di quella grinta che aveva contraddistinto il cammino della formazione biancoverde nelle settimane precedenti.

La sconfitta assume contorni ancora più pesanti se contestualizzata nel percorso recente della Vigor, reduce da un girone di ritorno di ottimo livello. Proprio per questo, il passo falso contro il CastrumFavara è apparso ancora più inaspettato e difficile da digerire per l'ambiente lametino. Gli undici in campo sono sembrati privi di energia, con un atteggiamento dimesso che ha tradito le aspettative di chi sperava in una ripresa convincente dopo la pausa.

Il tecnico Renato Mancini si trova ora di fronte a una sfida complessa. Nei prossimi giorni dovrà analizzare approfonditamente le cause di questa battuta d'arresto e individuare i rimedi necessari per evitare che la situazione degeneri. L'urgenza è dettata dal calendario: all'orizzonte c'è già l'impegnativa trasferta di Ragusa, un appuntamento che non ammette distrazioni.

Le motivazioni del rendimento deludente potrebbero non essere esclusivamente di natura tecnico-tattica. A complicare il quadro sono intervenute dinamiche societarie che hanno inevitabilmente creato instabilità nell'ambiente. Le dimissioni di Salvatore Rettura dalla presidenza rappresentano un elemento di forte preoccupazione, considerato il ruolo centrale che il dirigente rivestiva non soltanto a livello organizzativo, ma anche come punto di riferimento per diversi elementi della rosa.

L'addio di Rettura apre scenari incerti sul futuro della società. Chi raccoglierà il testimone della guida del club? In quali condizioni economiche verserà la Vigor? Sono interrogativi legittimi che si pongono non solo i tifosi, ma l'intera comunità sportiva lametina. L'assenza di risposte chiare alimenta l'ansia in un momento già delicato della stagione.

Dal punto di vista strettamente sportivo, la situazione in classifica non appare drammatica. Con 35 punti all'attivo, la Vigor mantiene un margine di relativa sicurezza rispetto alla zona calda della graduatoria. La salvezza, obiettivo primario stagionale, resta alla portata, ma richiede un ultimo sforzo nelle sette giornate che separano la squadra dalla conclusione del campionato.

Le potenzialità per centrare l'obiettivo della permanenza nella categoria ci sono. Tuttavia, la condizione imprescindibile è che Mancini riesca a ricompattare il gruppo, isolandolo dalle turbolenze esterne e riportando la concentrazione esclusivamente sul campo. Solo attraverso un ritrovato spirito di squadra e un rinnovato senso di appartenenza sarà possibile evitare rischi e completare il percorso verso la salvezza.

Il vero nodo da sciogliere, però, riguarda proprio il futuro. L'incertezza societaria rappresenta un macigno che grava sull'ambiente e rischia di condizionare anche le prestazioni in campo. La necessità di chiarezza sul nuovo assetto dirigenziale diventa quindi prioritaria per restituire serenità a giocatori e staff tecnico.

Il rapporto con la tifoseria, già compromesso, non facilita il compito. I sostenitori della Vigor hanno manifestato il proprio disappunto non solo con i fischi post-gara, ma anche attraverso forme di protesta più silenziose ma altrettanto eloquenti. L'ostilità nei confronti della società ha portato una parte dei supporters a entrare allo stadio mantenendo il silenzio, una forma di contestazione pacifica ma significativa che testimonia la profondità della frattura.

Nelle prossime settimane si capirà se la Vigor Lamezia saprà trovare la forza per reagire sul piano sportivo e quella stabilità istituzionale necessaria per programmare il futuro. La sfida di Ragusa rappresenterà un primo banco di prova importante: servirà una prestazione di carattere per cancellare le scorie della sconfitta interna e dimostrare che la squadra ha ancora la voglia e la determinazione per portare a termine dignitosamente la stagione.

L'auspicio è che, nonostante le difficoltà, la società riesca a trovare rapidamente una soluzione alla crisi dirigenziale e che il nuovo vertice possa garantire quella continuità gestionale indispensabile per ripartire. Solo così sarà possibile ricostruire un rapporto di fiducia con la piazza e gettare le basi per una programmazione seria in vista della prossima annata.


Altre notizie
PUBBLICITÀ