Vibonese, la ripartenza passa dal portafoglio: missione aggregare nuove risorse attorno a Caffo
La Vibonese prova a mettersi alle spalle le turbolenze dell'ultima stagione. Dopo aver centrato una salvezza ottenuta tra mille difficoltà, il club rossoblù sta lavorando per riorganizzare i propri assetti, cercando di gettare le basi necessarie per un futuro più sereno e solido. Come emerso dalle recenti cronache della Gazzetta del Sud, un primo segnale di movimento è arrivato da un confronto istituzionale che ha visto riuniti il patron Pippo Caffo, il commissario delegato Rino Putrino e il sindaco Enzo Romeo.
L’incontro ha rappresentato il primo passo formale per tentare di superare la fase di empasse che ha caratterizzato le ultime settimane. Il nodo centrale, affrontato con pragmatismo, riguarda la solidità finanziaria. L’obiettivo della dirigenza è chiaro: non è ancora il momento di cambiamenti radicali alla guida del club, quanto piuttosto quello di allargare la base economica, aggregando attorno al main sponsor Caffo nuovi partner, soci sostenitori e realtà imprenditoriali minori.
La necessità di questo ampliamento è dettata dalla realtà dei fatti. Sebbene il gruppo guidato dal "re degli amari" garantisca una copertura finanziaria fondamentale, che si aggira attorno ai 400mila euro di liquidità, questa cifra non è più sufficiente a sostenere da sola l'intero impianto economico di una stagione sportiva. Senza altri imprenditori disposti a immettere capitali di peso paragonabili a quelli del patron, la strada maestra resta quella di un allargamento del perimetro societario.
Rino Putrino, in qualità di commissario delegato, è il regista di questa operazione di rafforzamento societario. Il suo compito è complesso: costruire un budget che permetta di guardare al prossimo campionato con ambizione, evitando di replicare gli errori tattici e gestionali che hanno funestato l'ultima annata. La ferita lasciata dalla precedente gestione tecnica, affidata ad Angelo Costa, è ancora aperta e richiede una profonda riflessione.
La critica mossa all'ambiente rossoblù riguarda infatti, in modo particolare, la costruzione della rosa. L'eccessiva dipendenza da un unico procuratore, Franco Micco, ha finito per condizionare le scelte in modo negativo, diventando — in un clima di ironia amara — un vero e proprio caso emblematico di una stagione nata sotto cattivi auspici e salvata in extremis solo grazie ai risultati raggiunti nel finale. La missione del nuovo corso, dunque, parte dalla necessità di ricostruire credibilità tecnica ed economica.