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Vibonese, Caffo esulta per la permanenza in D: «Avevo perso ogni speranza, ora onoriamo il centenario»

di Redazione Notiziario del Calcio

La permanenza in categoria ottenuta contro l'Acireale ha segnato la fine di un periodo estremamente turbolento per la Vibonese, trasformando lo stadio Luigi Razza nel teatro di una vera e propria rinascita sportiva. Tra la commozione generale e una profonda analisi critica, i vertici societari hanno voluto fare chiarezza sulla direzione futura del club, sottolineando l'importanza di non ripetere gli sbagli compiuti in precedenza.

Il commissario delegato Rino Putrino ha voluto svelare i retroscena che hanno portato alla scelta della guida tecnica, un passaggio fondamentale per invertire la rotta: «Ho proposto il nome di Fanello a Caffo, Alessio Bompasso mi ha dato una mano in questa sorta di scouting che abbiamo fatto e siamo riusciti a indovinare la mossa». Secondo il dirigente, la rosa aveva qualità ma necessitava di un leader carismatico: «La squadra c'era, ma ci voleva una guida importante. Io ho visto in Danilo Fanello gli occhi della tigre».

Putrino ha poi ribadito il suo legame indissolibile con la proprietà, evidenziando il ruolo centrale del patron per la sopravvivenza del calcio locale: «Io continuerò a difendere Pippo Caffo finché muoio. Senza Pippo Caffo calcio a Vibo non se ne fa». Lo sguardo è poi passato alla nuova struttura aziendale: «C’è una società che sta nascendo, che sta crescendo. Abbiamo un socio importante come Donatella Fazio che gestisce il 22-23% delle quote».

Il grande obiettivo resta quello di celebrare al meglio la storia del club, un traguardo che si intreccia con i successi imprenditoriali della famiglia Caffo: «Dobbiamo festeggiare i cento anni della Vibonese come Pippo Caffo ha festeggiato i cento anni del suo Amaro». Lo stesso patron Pippo Caffo, visibile in immagine.png, ha ammesso la gravità della situazione vissuta prima del cambio in panchina: «Quando è arrivato il mister eravamo con i piedi dentro la fossa. C’è stato un momento in cui avevo perso ogni speranza».

Caffo ha voluto esprimere la propria gratitudine verso chi ha saputo gestire la crisi nel momento più difficile: «Devo ringraziare il pubblico perché la passione c’è. E devo ringraziare Rino Putrino e Alessio Bompasso perché hanno preso in mano le redini in un momento drammatico». Non è mancata una riflessione autocritica sulle decisioni prese lo scorso anno: «L’anno scorso forse ho sbagliato pensando che fosse meglio una nuova guida e forse nuove forze. Purtroppo è stato un fatto negativo».

Infine, il numero uno rossoblù ha tracciato la linea programmatica per il domani, basata su un forte patto d'onore con l'allenatore: «Guardiamo avanti. Con il mister abbiamo un impegno morale per costruire una squadra di giovani capaci, validi e che guardino prima la maglia e poi il resto».


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