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Verso Messina-Ragusa, Feola: «Basta parole, ora bisogna solo stare zitti, pedalare e vincere»

di Alessandra Galbussera

È un Vincenzo Feola diretto, schietto e senza alcun giro di parole quello che si presenta in sala stampa alla vigilia del fondamentale match casalingo che vedrà il suo Messina affrontare il Ragusa. Una sfida che sa di crocevia stagionale, un incontro vitale in cui le alchimie tattiche lasciano il tempo che trovano di fronte all'unica cosa che conta davvero in questo momento: i tre punti.


Il tecnico ha esordito spiegando i motivi del suo recente silenzio, sottolineando come in momenti di crisi le chiacchiere stiano a zero: “Ci ho messo sempre la faccia e non ho parlato in questi giorni per un semplice motivo: perché non c'è niente da dire. Bisogna stare zitti, pedalare e vincere la partita di domenica. La faccia ce l'ho sempre messa e la metto oggi per chiarire che parlare e fare proclami non serve, lo sanno tutti. Oggi dobbiamo solo stare zitti, andare in mezzo al campo e vincere la partita. Punto. Tutte le chiacchiere non servono a niente. Serve solo una singola cosa: domani vincere”.


Sulle scelte di formazione e sull'avversario, Feola chiede pragmatismo assoluto contro una squadra, il Ragusa, alla disperata ricerca di punti per allontanarsi dalle zone calde: “L'assetto? Io ho un'idea di calcio, un modo di pensare e di lavorare, ma non esiste un assetto fisso, sono sempre i giocatori che determinano tutto. Domani dobbiamo mettere da parte tante situazioni e pensare al concreto. Siamo arrivati a un punto in cui la partita è troppo importante. I ragazzi lo sanno e non c'è bisogno di alchimie o strategie. Bisogna battere il Ragusa perché la squadra ha dimostrato di avercela sempre fatta. Non l'abbiamo preparata pensando se loro si chiuderanno o se verranno a giocarsela; in base a come si muoveranno, noi abbiamo diverse soluzioni. Domani sarà una partita molto di nervi, di attesa e soprattutto molto dispendiosa sotto l'aspetto nervoso”.


L'allenatore campano non si nasconde di fronte al rendimento deficitario dell'ultimo periodo e si assume l'onere delle sconfitte per liberare la testa dei suoi giocatori: “Non voglio dare troppa responsabilità o pressione ai ragazzi. So che domani abbiamo un solo risultato, ma se alla squadra non c'è mai stato nulla, se ci fosse stato qualche problema me ne sarei andato. Io sono qua per salvare il Messina. Ho parlato con i ragazzi e sono stato chiaro: ho perso quattro partite in tre anni, e oggi mi sono ritrovato a perderne quattro in poco tempo. Mi sono fatto un esame di coscienza, avrò sbagliato sicuramente in qualche passaggio o situazione, magari non essendo abituato a queste dinamiche, ma oggi sono qua e voglio portarne fuori qualcosa di mio. Ho cercato in tutti i modi di mettere la squadra nelle condizioni migliori, anche rinunciando a una mia idea di calcio pur di aiutarli. In questo momento dobbiamo solo dare a questi ragazzi la possibilità di essere tranquilli, esprimersi al massimo e trovare la soluzione”.


Feola ha poi analizzato come spesso, nel calcio, il lavoro settimanale sia oscurato da episodi sfortunati e dal verdetto finale del campo: “Noi veniamo giudicati solo ed esclusivamente per il risultato. Nei piani alti stanno vedendo tutto quello che è successo, perché è la mentalità: veniamo giudicati per il risultato, ma non è così, perché il risultato è figlio di un miliardo di combinazioni. Se vogliamo parlare di risultati vi do ragione, quattro sconfitte in sette partite sono ingiustificabili, ma ci sono episodi. A Vibo Valentia palo al novantesimo e tre occasioni da gol; a Reggio ci hanno annullato un gol al novantesimo; a Favara abbiamo preso gol su rigore con un'unica azione. Il calcio è fatto di episodi, oggi ci è andata tutta storta. Ma questa non è una giustificazione, le mie colpe me le prendo e le mie responsabilità pure”.

A causa di una squalifica, domani l'allenatore non siederà in panchina, un dettaglio che commenta con amara ironia pur di vedere i suoi trionfare: “Avete preparato come gestire questa situazione in settimana? Può darsi che sia una cosa buona. Magari è una soluzione, metterei cento firme e non vengo più neanche a vedere la partita. Questo per dire che stiamo cercando di trovare qualsiasi soluzione, di sbagliare il meno possibile”.


In chiusura, Feola indica la via, che non è fatta di moduli, ma di atteggiamento: “Cambiare atteggiamento sul piano tattico? No, l'atteggiamento mentale deve cambiare. Gli uomini sono sempre gli stessi e le caratteristiche non si possono modificare. Domani mi aspetto un pochino di rabbia e di cattiveria da parte dei ragazzi. Vi garantisco che se li vedete allenarsi in settimana è una cosa impressionante. Ho avuto poche volte squadre che si sono allenate con questa intensità e questa voglia. Domani dobbiamo trovare la soluzione. Punto”.

Il messaggio è stato lanciato forte e chiaro. Adesso, per il Messina, la parola passa unicamente al rettangolo verde.


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