Verso Barletta-Fasano, Paci: «L'entusiasmo diventi energia. Indossiamo l'elmetto per piantare la nostra bandierina»
È la vigilia di una di quelle sfide che possono definire un'intera stagione. Domenica pomeriggio, alle ore 15:30, il Barletta scenderà in campo al "Puttilli" per un attesissimo scontro d'alta classifica contro il Fasano, guidato da Pasquale Padalino. A sole quattro giornate dal termine del campionato, la tensione sale e i punti pesano come macigni.
A presentare la sfida, nella consueta conferenza stampa della vigilia, è stato il tecnico biancorosso Massimo Paci, che ha affrontato a 360 gradi i temi caldi del match: dall'entusiasmo di una piazza pronta a far registrare il tutto esaurito, fino alle scelte tattiche e all'atteggiamento mentale richiesto ai suoi ragazzi.
L'importanza della settimana e il rush finale
"Sono stati dei giorni importanti. Ci è servito per far ricaricare un po' le batterie alla squadra. Non sarà una partita decisiva, ma può dare un'impronta al rush finale, dato che mancano veramente poche partite alla fine. Non abbiamo più 15 partite davanti, oggi inevitabilmente le gare hanno una valenza maggiore. Rimane pur sempre una partita di calcio, da affrontare con massima serenità, perché le soluzioni in campo si trovano se hai serenità. Sono convinto che la squadra è motivata e ha consapevolezza dei propri mezzi. Dobbiamo portare massimo rispetto per un avversario forte in tutti i reparti, che non a caso è vicino al primo posto. Ma noi siamo consapevoli, anche l'ultima gara in dieci uomini ci ha testato. È un passaggio importante per arrivare al traguardo: la prenderemo in maniera serena".
Il calore del "Puttilli" e l'assenza dei tifosi ospiti
"La risposta della città è strabiliante. Un pubblico del genere sposta gli equilibri e influisce sulla prestazione. Come squadra siamo orgogliosi di tutto questo calore, ma siamo consapevoli che bisogna rimanere lucidi. Questa forza che ci trasmettono i tifosi dobbiamo essere bravi a trasformarla in energia positiva e non in pressione, perché altrimenti può essere un'arma a doppio taglio. Non essendoci il pubblico avversario può sembrare che sia tutto facile, ma non è così. Noi siamo andati a Nola con l'elmetto, in settimana non ce lo siamo mai tolti e rimaniamo attaccati al lavoro e alla mentalità. Dobbiamo dare il massimo sapendo che la spinta del pubblico deve essere solo energia".
Il ritmo in allenamento e la mentalità
"Allenarsi ad alti ritmi è un segnale importante, prepararsi bene conta tanto, ma ricordo sempre a me stesso e ai ragazzi che quando l'arbitro fischia si parte da 0-0. Lì non conta più niente quello che hai fatto prima. A volte le situazioni sono favorevoli e devi mantenere dritta la rotta, altre volte ci sono momenti difficili, come domenica scorsa quando siamo rimasti in dieci. Lì conta la mentalità con cui approcci la gara. Questi ragazzi hanno dimostrato di avercela, ma il traguardo è ancora lontano: è il momento di non alzare la testa, rimanere in silenzio e continuare a pedalare in salita".
L'emergenza squalifiche e il rientro di Lattanzio
"La pressione va trasformata in energia positiva tramite la concentrazione. La squadra è matura, ha superato tanti momenti difficili. Per quanto riguarda le scelte, Ragone sarà squalificato ma rientra Malcore. Abbiamo una rosa valida, chi entrerà al posto di Ragone farà bene. Giancarlo (Lattanzio, ndr) ha gestito molto bene la sua squalifica, si è comportato da vero professionista: non ha saltato un allenamento, ha dato sempre il 100% aiutando la squadra non la domenica, ma negli allenamenti. Gli faccio dei grandi complimenti".
La tattica passa in secondo piano
"Nelle partite importanti la tattica conta, ma relativamente. Può contare nel primo tempo, ma poi dal 15' del secondo tempo saltano gli schemi e diventa una questione di mentalità, di concentrazione, di attenzione, di chi ha più benzina e più motivazioni. Subentra un fattore psicologico".
Piantare la bandierina per il primo posto
"La pressione sale non tanto per il valore in sé della singola partita, ma perché manca poco all'arrivo. Diverse squadre vogliono 'piantare la bandierina' sulla vetta della classifica. Solo una ci riuscirà. Noi vogliamo metterla, ma dobbiamo dimostrarlo, perché ancora non abbiamo fatto niente".
Il piano gara: nessuna tattica attendista
"Non credo che ci siano vantaggi psicologici legati all'avere o meno la pressione di fare la partita. Quando la gara inizia, è in mano al destino. Devi essere bravo a reagire agli imprevisti. Loro sono fortemente motivati, ma noi abbiamo 'fame', è chiaro. La partita ce la giocheremo al massimo rispettando l'avversario".
L'appello ai tifosi: colorare lo stadio e soffrire insieme
"Il nostro popolo ci ha spinto nei momenti difficili, se siamo su in classifica è perché nei momenti bui non siamo mai stati soli. Sono contento dell'iniziativa di portare le bandiere e colorare lo stadio a inizio partita, ma credo che il nostro pubblico debba darci una mano soprattutto nei momenti di difficoltà in campo, quando le gambe pesano. È lì che dobbiamo sentire la loro energia".
Il capitolo arbitri
"Domenica scorsa ci sono stati negati due rigori sullo 0-0. Uno forse clamoroso, l'altro si poteva dare. In questo momento ci sentiamo un po' in difetto, spero che le cose si equilibrino. Tutti possono sbagliare, parliamo di ragazzi che vogliono fare il massimo. Spero in arbitraggi di personalità, ma noi non cerchiamo mai alibi".
Il dualismo Malcore-Lattanzio e i pericoli del Fasano
"Avere sia Malcore che Lattanzio è una fortuna per un allenatore, avere giocatori di questo calibro ci dà molte più probabilità di vincere le partite. Potrebbero anche giocare insieme. Del Fasano temiamo la loro grande qualità: hanno giocatori come Corvino, Diaz, Pinto, Salzano. Sono una squadra di estrema qualità, matura e affamata. Sarà una bella partita e sono convinto che riusciremo a dare il cento per cento. Vogliamo vincere per costruire la nostra classifica, dimostrando di valere la vetta".