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Vergogna al Garilli: aggredito il figlio minorenne di un calciatore, il Piacenza annuncia pugno di ferro

di Redazione Notiziario del Calcio

Un gravissimo episodio di violenza ha macchiato il post-partita della sfida tra Piacenza e Pro Palazzolo, consumandosi proprio all'interno del settore Tribuna dello stadio Garilli, un luogo che dovrebbe essere dedicato esclusivamente alla passione sportiva.

L'incidente ha visto protagonisti due individui che si sono resi responsabili di un'inaccettabile aggressione ai danni di un minorenne, figlio di uno dei calciatori che vestono la maglia biancorossa, scatenando l'immediata reazione del club emiliano.

Attraverso una nota ufficiale, il Piacenza Calcio ha reso noto di aver già dato inizio a tutte le procedure di verifica interna necessarie per ricostruire l'accaduto, intenzionato ad agire con la massima severità nei confronti dei responsabili identificati.

La società ha garantito la propria totale collaborazione con le autorità competenti, affinché venga fatta luce su ogni dettaglio della vicenda e vengano applicate senza esitazioni tutte le sanzioni previste dai regolamenti vigenti.

Nel condannare fermamente ogni forma di violenza, sia essa di natura fisica o verbale, il sodalizio biancorosso ha voluto ribadire come simili condotte siano in netto contrasto con i valori educativi, civili e sportivi che la società promuove da sempre.

L'obiettivo primario resta quello di assicurare che lo stadio rimanga un ambiente protetto, ospitale e adatto a tutte le famiglie, dove il calcio possa essere vissuto esclusivamente come un'occasione di sana condivisione e reciproco rispetto.

Il club ha infine voluto dedicare un messaggio di profonda vicinanza al proprio tesserato e al giovane figlio, rimasti coinvolti loro malgrado in questo spiacevole evento, esprimendo nei loro confronti la più totale solidarietà e il pieno sostegno morale.

Le indagini proseguiranno nelle prossime ore per individuare con precisione la dinamica dei fatti, mentre l'ambiente sportivo piacentino si stringe attorno alla famiglia del calciatore vittima di questo ingiustificabile gesto di inciviltà.


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