Varese tra ambizione e realtà, parla Battaglino: «Non ho portato io il club nei dilettanti, ma voglio riportarlo in alto»
Il clima che si respira attorno al Varese è un misto di passione viscerale e una pretesa di eccellenza che, talvolta, fatica a scendere a patti con la realtà del rettangolo verde. In una piazza dove la storia calcistica pesa come un macigno, accontentare il pubblico diventa una sfida quotidiana che va ben oltre i tre punti conquistati la domenica. Come sottolineato in un recente approfondimento dai colleghi di varesesport.com, la percezione esterna sembra quasi scontrarsi con un percorso tecnico che, dati alla mano, vede la squadra stabilmente nelle posizioni nobili della classifica, tra il terzo e il sesto posto.
Proprio in questo contesto si inserisce la decisione della società di blindare il direttore sportivo Alessio Battaglino, una mossa che ha generato reazioni contrastanti tra i sostenitori biancorossi. Se da una parte c’è chi guarda con scetticismo alla continuità, dall'altra la dirigenza ha voluto mandare un segnale di estrema coerenza, puntando su un uomo che ha dimostrato di avere una visione d'insieme lucida e una profonda dedizione alla causa. Battaglino, dal canto suo, non nasconde l'emozione per questo attestato di stima, sottolineando come sentirsi parte integrante di un progetto a lungo termine sia il miglior stimolo possibile per operare al massimo delle potenzialità.
Il dirigente ha voluto mettere subito le cose in chiaro riguardo alla complessità del campionato in corso, ricordando che assemblare un organico partendo da zero richiede tempo e pazienza. «Costruire una squadra da zero non è mai facile, ma voglio precisare fin da subito che vincere non è mai scontato: a volte ci riesci, altre no» ha dichiarato Battaglino, evidenziando come la responsabilità di rappresentare una città come Varese sia il pilastro su cui è stata edificata l'attuale rosa. Nonostante i margini di miglioramento siano evidenti, il direttore rivendica il lavoro svolto finora per gettare le basi del ritorno tra i professionisti.
Analizzando il cammino della squadra, Battaglino non ha cercato scuse per i passaggi a vuoto, definendo inaccettabili alcune prestazioni, specialmente quelle dove il gruppo sembra aver smarrito la propria identità. Tuttavia, il dirigente invita a guardare oltre il singolo risultato, osservando l'evoluzione tattica e caratteriale mostrata nella seconda parte di stagione. L'obiettivo dichiarato è quello di seguire modelli virtuosi di società che, una volta compiuto il salto di categoria, hanno saputo consolidarsi: «Il modello Alcione, come ho sentito dire, può essere d’esempio perché il Varese andrà in Serie C per rimanerci» ha ribadito con fermezza ai microfoni di varesesport.com.
Un tema caldo resta quello della costruzione della mentalità vincente, un concetto che Battaglino aveva già espresso richiamando la sua fortunata esperienza con il Sangiuliano. Secondo il ds, non esistono formule magiche o budget infiniti che garantiscano il successo automatico, poiché la Serie D è colma di club facoltosi che non riescono a centrare la promozione. La chiave risiede nella capacità di creare un gruppo coeso e nel dare continuità al lavoro tecnico, pur ammettendo che non sempre è possibile trattenere tutti i tasselli di una stagione precedente per diverse dinamiche di mercato e ambizioni personali.
In vista del futuro, il dirigente biancorosso ha già le idee chiare su quali siano le caratteristiche necessarie per alzare l'asticella. Non si tratta solo di tecnica, ma di una questione di temperamento: «Serve più peso specifico in campo, più personalità, più carattere e più leadership» ha spiegato, mandando un messaggio chiaro sia ai calciatori attualmente in rosa sia allo staff tecnico. La riconferma per il prossimo anno passerà inevitabilmente dalla capacità di dimostrare questo spirito guerriero in ogni singolo allenamento e in ogni minuto di gara ufficiale, senza cali di tensione psicologici.
Battaglino ha poi voluto dedicare un pensiero speciale alla proprietà, invitando l'ambiente a una riflessione più profonda sugli sforzi compiuti dalla famiglia Rosati. Oltre ai risultati della prima squadra, il direttore ha ricordato gli ingenti investimenti effettuati nelle strutture, nei centri sportivi, negli store ufficiali e nel potenziamento di tutto il settore giovanile. Sono questi i mattoni fondamentali per garantire un futuro solido al club, indipendentemente dalle polemiche legate alle condizioni delle infrastrutture cittadine o del terreno di gioco, che spesso condizionano lo spettacolo ma non la volontà di crescere.
In chiusura, il direttore sportivo ha ribadito la sua totale dedizione alla causa, accettando le critiche costruttive della piazza ma chiedendo compattezza attorno a una società che sta mettendo cuore e risorse per il bene del Varese. «Credo che bisogni soltanto ringraziare la famiglia Rosati per l’impegno, la passione, le energie, le risorse e la dedizione che mettono al servizio di Varese» ha concluso Battaglino, ribadendo che il traguardo del professionismo resta l'unica stella polare del suo mandato sportivo.