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Varese, Ciceri rompe il silenzio: «Affrontiamo i più forti del campionato, siamo in debito con i nostri tifosi»

di Redazione Notiziario del Calcio

Il clima attorno al Varese si è fatto improvvisamente pesante dopo l'inaspettata battuta d'arresto maturata sul terreno della NovaRomentin. Un 3-1 che ha sollevato interrogativi profondi sulla reale tenuta dei biancorossi, apparsi fragili in difesa e poco incisivi sotto porta proprio nel momento in cui la classifica richiedeva un cambio di passo deciso. Con l'attuale esclusione dalla zona playoff, l'ambiente è alla ricerca di certezze e di una guida che sappia indicare la via della risalita.

In questo contesto di incertezza, il tecnico Andrea Ciceri ha voluto analizzare il momento della squadra, assumendosi in prima persona l'onere di quanto accaduto nell'ultima domenica di campionato. L'allenatore non ha cercato scuse, ammettendo che la sconfitta contro l'ultima della classe rappresenta una ferita nel cammino del gruppo, ma ha anche sottolineato come il lavoro settimanale sia iniziato con un anticipo utile a metabolizzare l'amarezza.

«Arriviamo da un ko che non ci stava, soprattutto in questo momento del percorso, e le responsabilità sono nostre, a partire dall’allenatore» ha esordito Ciceri, spiegando come la decisione di riprendere gli allenamenti già dal lunedì sia servita a voltare pagina rapidamente. La delusione per i punti persi deve ora trasformarsi in energia positiva per affrontare quello che, sulla carta, appare come l'ostacolo più duro dell'intero girone: il Vado.

La sfida di domenica contro la compagine ligure rappresenta infatti un banco di prova di altissimo livello. Secondo Ciceri, il Vado possiede una caratura tecnica che lo pone un gradino sopra le altre contendenti, rendendo ogni distrazione potenzialmente fatale. Il tecnico biancorosso ha espresso grande stima per gli avversari, pur non nascondendo la consapevolezza delle difficoltà che attendono i suoi ragazzi al Franco Ossola.

«Il Vado ha qualità enormi, può fare gol in qualsiasi momento e con tanti interpreti: puoi studiarlo quanto vuoi, ma resta una formazione di altissimo livello» ha avvertito l'allenatore, aggiungendo che il piano gara dovrà prevedere una resilienza assoluta. Per ottenere un risultato positivo, il Varese dovrà essere capace di rimanere aggrappato al match per tutti i novanta minuti, cercando di capitalizzare al massimo le pochissime disattenzioni che una corazzata del genere potrebbe concedere.

Nonostante la complessità dell'impegno, le motivazioni non mancano nello spogliatoio varesino. Il desiderio di cancellare l'ultima opaca prestazione è forte e il ricordo della gara d'andata deve fungere da monito per alzare la soglia di allerta. Ciceri ha chiesto ai suoi una prova d'orgoglio, sottolineando che nel calcio le occasioni di riscatto sono all'ordine del giorno e che questa volta il calendario ha messo di fronte ai biancorossi la sfida più stimolante possibile.

Un pensiero speciale è stato rivolto alla tifoseria, capace di restare vicina alla squadra anche nei momenti più bui della trasferta precedente. L'allenatore ha voluto ringraziare pubblicamente il cuore pulsante del tifo biancorosso, riconoscendo come il sostegno ricevuto non sia stato ripagato adeguatamente dai risultati sul campo. Questo debito morale verso la piazza rappresenta una spinta ulteriore per la gara di domenica.

«Di domenica scorsa non mi va di parlare: l’unica cosa che ho apprezzato è stato il sostegno incessante della Curva. A loro dobbiamo qualcosa e siamo chiamati a una prestazione di riscossa» ha concluso Ciceri. Il messaggio è chiaro: non c'è più spazio per le parole, ma serve una reazione vera, fatta di agonismo e determinazione, per dimostrare che il Varese ha ancora la forza per ambire ai traguardi che contano.


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