Vado, Tarabotto non ci sta: «Le parole del Ligorna? Non meritano replica, siamo a +2 e vogliamo la C»
Il successo in rimonta contro il Chisola ha proiettato il Vado solitario in cima alla classifica, regalando un lunedì di entusiasmo a tutto l'ambiente rossoblù. Una vittoria sofferta, arrivata grazie a un uno-due micidiale nei minuti finali, che permette alla squadra di guardare tutti dall'alto a quattro giornate dal termine della stagione.
«Nei primi venti o venticinque minuti di gioco abbiamo espresso un buon calcio e, a mio avviso, ci è mancata soltanto la rete per coronare la prestazione; dovevamo essere più precisi e convinti negli ultimi metri, anche considerando i due legni colpiti che avrebbero meritato miglior fortuna», ha esordito il direttore sportivo e vicepresidente Luca Tarabotto.
Il dirigente ha poi analizzato la gestione emotiva di un match così delicato: «In sfide di questa importanza è fondamentale mantenere la calma e la serenità, anche se gestire certi momenti non è affatto scontato; fortunatamente disponiamo di elementi abituati alle zone alte della classifica e questo rappresenta per noi un valore aggiunto».
«L'errore a metà campo nella ripresa ci ha messo in difficoltà, concedendo spazio a un Chisola organizzato e ben allenato che sa stare in campo con qualità; andare sotto non è stato semplice, ma negli ultimi venti minuti siamo cresciuti e i cambi hanno fatto la differenza», ha proseguito Tarabotto evidenziando la forza della rosa.
Proprio l'apporto dei senatori è stato decisivo per il ribaltone finale: «Le palle decisive in area sono arrivate dai giocatori più esperti, ed è fondamentale che si prendano queste responsabilità per aiutare i nostri giovani, che sono di grande valore ma restano comunque dei ragazzi; la nostra forza è avere un gruppo che sa incidere anche dalla panchina».
Il vicepresidente ha poi voluto rispondere alle critiche ricevute durante il percorso: «L'ambiente lavora con serenità, anche se cambiare guida tecnica a stagione in corso non è mai un passaggio immediato; abbiamo vissuto un periodo di assestamento in cui il Ligorna ci ha recuperato punti, ma ora lo staff e la squadra sono uniti».
«A volte leggo commenti davvero esagerati o troppo negativi nei confronti del mondo Vado; si tende a rimarcare la critica invece di dare una parola di incoraggiamento a una società che opera con trasparenza, serietà e grande senso di responsabilità professionale», ha lamentato il dirigente rossoblù.
Tarabotto auspica una maggiore sensibilità da parte dell'esterno: «Mi piacerebbe che venisse riconosciuto di più quanto di buono stiamo facendo a livello di settore giovanile e di solidità economica; siamo una realtà forte che non dovrebbe nemmeno perdere tempo dietro a discussioni di poco conto».
In merito alle pesanti esternazioni del presidente del Ligorna, Saracco, la posizione del club è netta: «Non ritengo che certe affermazioni meritino una mia replica; sorrido e vado avanti, perché rispondere a tono sarebbe infantile e immaturo, dunque le lascio scivolare via senza alcun interesse».
Un passaggio importante riguarda anche il rapporto con la panchina e con la figura del padre, Franco Tarabotto: «Stare lì seduto non è nel mio carattere, ma sento il bisogno di stare vicino allo staff; lo faccio anche per mio padre, vorrei vederlo orgoglioso di ciò che ha costruito, nonostante i suoi modi a volte duri siano dettati solo da una passione infinita».
Su mister Sesia, il giudizio è ampiamente positivo: «È arrivato da solo e ha dovuto conoscere un ambiente nuovo; può sembrare una persona molto pacata, ma ha un entusiasmo e una preparazione tecnica notevoli. Dopo la gara di Sanremo si è visto un totale cambio di passo nel rapporto con lo spogliatoio».
In vista del gran finale, il messaggio di Tarabotto alla squadra è un richiamo alla ferocia agonistica: «Dobbiamo essere ancora più motivati, arrabbiati e disposti al sacrificio; la vittoria di ieri ci dà consapevolezza, ma per arrivare in fondo serve quella cattiveria che a volte ci è mancata per chiudere prima le partite».
«Siamo a +2 ma mancano ancora diversi impegni; ogni componente della società deve avere in testa l'obiettivo di dimostrare che questo gruppo merita davvero il traguardo finale, mettendo in campo tutti i valori tecnici e morali che possediamo», ha concluso il vicepresidente.