Vado, mister Sesia: «Poteva finire con un risultato molto più largo»
Il ritorno al successo del Vado, dopo la pesante battuta d'arresto maturata nel turno precedente a Sanremo, porta con sé una dote di tre punti fondamentali ma anche diverse riflessioni su un finale di gara che ha rischiato di compromettere quanto di buono costruito per gran parte del match.
La formazione ligure ha dominato l'incontro con l'Asti, portandosi sul triplo vantaggio, salvo poi subire il ritorno dei galletti che, complice un autogol e una rete in pieno recupero, hanno trasformato un pomeriggio tranquillo in una sfida vietata ai deboli di cuore. Al termine del confronto, mister Marco Sesia ha voluto mettere l'accento sulla qualità della manovra espressa dai suoi, pur non nascondendo un pizzico di irritazione per la gestione delle fasi conclusive.
Secondo l'allenatore, il Vado ha saputo esprimere un calcio di altissimo livello per tre quarti della partita, dimostrando di aver metabolizzato bene il recente 3-0 subito in trasferta. La produzione offensiva è stata costante e avrebbe potuto portare a un parziale ben più pesante, se non fosse stato per una mira non sempre precisa e per la sfortuna che ha perseguitato gli attaccanti rossoblù in alcune occasioni nitide. Sesia ha elogiato i suoi uomini per come hanno interpretato la sfida fino al momento in cui l'inerzia sembrava ormai consolidata: «Era importante centrare la vittoria dopo la sconfitta di Sanremo. Abbiamo fatto un ottimo calcio per 75 minuti. In superiorità numerica però abbiamo abbassato troppo i ritmi».
Proprio il vantaggio di un uomo in campo, paradossalmente, ha innescato un calo di tensione che ha permesso all'Asti di rientrare in partita quasi per caso. L'episodio del primo gol ospite, nato da una dinamica fortuita, ha cambiato l'umore della gara, mettendo in evidenza quanto il calcio possa essere beffardo se non si mantiene alta la concentrazione fino al triplice fischio. Il tecnico ha sottolineato come la squadra si sia trovata a soffrire in una situazione di assoluto controllo, un paradosso che deve servire da lezione per il prosieguo del campionato: «Questo sport può diventare impietoso perché il primo gol è nato in modo fortuito da una situazione facile e ha riaperto la partita. Onestamente poteva finire con un risultato molto più largo».
Il dato che preoccupa l'ambiente riguarda però la facilità con cui la retroguardia ligure ha iniziato a incassare reti: nelle ultime tre giornate sono stati sette i gol subiti, una cifra che eguaglia quanto fatto nelle precedenti sedici partite. Sesia, tuttavia, rifiuta l'idea di una squadra sbilanciata o tatticamente disordinata, riconducendo le reti subite a errori individuali di lettura e a una mancanza di cattiveria agonistica nei momenti decisivi. Per il mister, non si tratta di un problema di sistema, ma di un calo psicologico che va corretto immediatamente per non vanificare l'ottimo lavoro svolto in fase di possesso palla.
Nonostante il brivido finale, l'allenatore preferisce guardare avanti con ottimismo, convinto che la vittoria odierna sia la miglior medicina per lasciarsi definitivamente alle spalle le scorie del derby di Sanremo. La consapevolezza di avere un potenziale offensivo importante deve andare di pari passo con una maggiore maturità nella gestione dei vantaggi, specialmente quando l'avversario sembra non avere più le forze per reagire. La sintesi della giornata di Sesia è un misto di sollievo e monito per il futuro: «I due gol subiti non sono dettati dalla mancanza di equilibrio. Li abbiamo presi in superiorità numerica e con la squadra schierata. È una questione di attenzione e di lettura della gara. Abbiamo vinto ma per paradosso è girata anche male alla fine, visto che avevamo avuto diverse palle gol per chiuderla».