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Vado, gioia a metà: il presidente minaccia di rinunciare alla promozione

di Redazione Notiziario del Calcio

La straordinaria cavalcata che ha portato il Vado alla conquista della Serie C rischia di trasformarsi in un sogni infranto prima ancora di cominciare a causa delle criticità legate alle strutture. Il traguardo sportivo raggiunto sul campo rappresenta un momento storico per i colori rossoblù, ma ha spalancato le porte a una problematica infrastrutturale che non può più essere ignorata o rimandata ulteriormente.

A fare il punto della situazione, con la consueta schiettezza, è stato il presidente Franco Tarabotto, intervenuto ai microfoni di Primocanale per chiarire quale sarà il futuro prossimo della società. Il numero uno del club ligure attende a brevissimo giro di posta le indicazioni ufficiali della Federazione riguardo ai lavori necessari per rendere il Chittolina idoneo alla categoria superiore, momento che segnerà il bivio definitivo per il progetto.

Il messaggio lanciato dal patron è di una chiarezza disarmante e non lascia spazio a zone d'ombra o interpretazioni di comodo. Tarabotto ha infatti vincolato l'iscrizione al prossimo campionato di Serie C al sostegno concreto da parte della Regione e degli enti locali, sottolineando che senza contributi esterni per l'adeguamento dell'impianto sportivo la rinuncia alla categoria è un'ipotesi più che concreta.

L'idea di affrontare una stagione intera lontano dalle mura amiche, vagabondando per gli stadi di tutta Italia senza una sede fissa, non rientra minimamente nei piani della proprietà. Il presidente ha ribadito che non avrebbe alcun senso sportivo o economico accettare la promozione per poi subire passivamente le difficoltà logistiche di un campionato disputato costantemente in trasferta e senza il supporto del proprio pubblico.

Nonostante sia stata già individuata l'opzione Sestri Levante come possibile sede temporanea, Tarabotto è disposto al trasloco solo a fronte di certezze assolute sull'inizio e sulla durata dei lavori al Chittolina. Se ci fosse la garanzia di rientrare nel proprio stadio entro un arco temporale di sei mesi, il sacrificio della trasferta sarebbe accettabile, ma il club non intende assolutamente vivere una stagione di precarietà assoluta.

Il vertice societario ha rivendicato con forza gli sforzi economici sostenuti in totale autonomia negli ultimi anni per la gestione e il miglioramento della struttura in concessione. Tra gli interventi più recenti spicca la riqualificazione della palestra, costata circa 170.000 euro versati direttamente dalle casse della proprietà, segno di un impegno costante che però ora necessita di un supporto corale da parte delle istituzioni.

Il paragone con altre realtà liguri è inevitabile e serve a sottolineare una disparità di trattamento che Tarabotto non nasconde. Il riferimento al Sestri Levante, dove gli investimenti pubblici hanno permesso il rifacimento completo dell'impianto, è un richiamo diretto alle responsabilità della politica locale, chiamata ora a decidere se il calcio professionistico a Vado sia un valore da preservare o un peso da ignorare.

In questo scenario gioca un ruolo fondamentale anche la figura del socio Beppe Costa, descritto come un imprenditore serio che agisce con logiche di programmazione e non come un semplice finanziatore a fondo perduto. La sua permanenza e il suo supporto al progetto sono legati a doppio filo alla trasparenza e alla fattibilità del piano infrastrutturale, elementi senza i quali ogni sforzo diventerebbe vano.

Qualora si riuscissero a creare i presupposti per l'iscrizione, l'approccio alla nuova categoria sarebbe comunque improntato al massimo realismo e all'umiltà. L'obiettivo dichiarato sarebbe esclusivamente la permanenza in Serie C, traguardo che per una piazza come Vado rappresenterebbe già il massimo delle potenzialità strutturali attuali, evitando voli pindarici verso categorie superiori al momento inarrivabili.

La Serie C resta un sogno da inseguire con determinazione, ma solo se le condizioni permetteranno di affrontarla con la dignità che la storia del club merita. La palla passa ora alle istituzioni, che dovranno fornire risposte rapide e concrete per evitare che una promozione conquistata con merito sul campo svanisca nel nulla a causa della burocrazia e della mancanza di impianti adeguati.


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