Trionfo Gozzano e baratro Derthona, parla Manuel Lunardon: «Assurdo passare dai playoff ai playout in due anni, ora devo resettare»
Il verdetto dello stadio Fausto Coppi ha il sapore amaro della retrocessione per il Derthona e quello dolcissimo della permanenza in categoria per il Gozzano, che si impone al termine di una battaglia durata centoventi minuti davanti a una cornice di pubblico straordinaria. Al termine della sfida, il tecnico della formazione novarese Manuel Lunardon non ha nascosto le forti emozioni vissute in una giornata carica di tensione agonistica e sportiva.
«Faccio i complimenti per la sportività dei dirigenti e delle persone che lavorano qui» ha esordito l'allenatore ospite ai microfoni della stampa, analizzando poi lucidamente l'andamento del match che ha visto i suoi ragazzi prevalere proprio nel finale. «Abbiamo fatto un'ottima gara, ci siamo arrivati bene fisicamente nonostante ci fosse una grande pressione su di noi, perché alla fine eravamo obbligati a vincere per salvarci».
Secondo il mister, la chiave del successo risiede proprio nella capacità dei suoi calciatori di trasformare il peso della responsabilità in energia positiva sul rettangolo di gioco per l'intera durata del confronto. «I ragazzi hanno usato la pressione nella maniera corretta, esprimendo un ottimo calcio per tutti i 120 minuti di gioco» ha sottolineato Lunardon, non dimenticando però i brividi corsi lungo la schiena nei momenti cruciali.
«Sì, è vero, abbiamo rischiato grosso nel tempo supplementare quando Stefano ci ha fatto un paratone salvando il risultato» ha ammesso il tecnico «ma d'altronde è un po' tutto l'anno che facciamo sempre un po' tutto noi, tra grandi giocate ed errori. Nel primo tempo, a parte la girata di Buongiorno e il loro gol che è nato da un infortunio, abbiamo sempre avuto il pallino del gioco saldamente in mano».
La vittoria esterna mette fine a una stagione tribolata, permettendo al tecnico di tirare un sospiro di sollievo dopo mesi di incertezze e lavoro serrato per raddrizzare una classifica che si era fatta pericolosa. «Il sentimento che provo in questo preciso momento è sollievo» ha confessato Lunardon, riflettendo sul percorso paradossale vissuto dalla squadra nell'ultimo biennio tra vertice e fondo della graduatoria.
«In questi due anni in cui sono stato qui al Gozzano abbiamo fatto davvero tutto» ha spiegato l'allenatore «abbiamo fatto i playoff l'anno scorso e il playout quest'anno, e sembra una cosa abbastanza assurda a pensarci bene. Eppure siamo rimasti in piedi. Faccio i complimenti ai ragazzi perché ci hanno creduto nonostante le mille difficoltà che abbiamo attraversato durante il cammino».
Il tecnico ha poi voluto esaltare la professionalità del gruppo, capace di isolarsi dalle critiche e dai problemi societari o tecnici per concentrarsi esclusivamente sull'obiettivo minimo della permanenza in Serie D. «Siamo sempre stati sul pezzo, lavorando duramente tutte le settimane con la testa giusta, convivendo con i nostri pregi e i nostri difetti. Per questo dico che questa salvezza è in gran parte merito loro».
Un pensiero particolare è stato rivolto anche alla piazza di Tortona, un ambiente che Lunardon conosce bene per il suo passato e che oggi ha risposto con una presenza massiccia sugli spalti nonostante il periodo difficile. «Oggi c'era una cornice di pubblico favolosa, i 1600 spettatori hanno spinto la squadra per tutta la partita e bisogna fare i complimenti all'ambiente del Derthona per questo calore».
Il dispiacere per la caduta dei rivali in Eccellenza convive con la soddisfazione professionale, in un mix di sentimenti contrastanti che rendono ancora più pesante il bilancio finale di questa domenica sportiva. «Mi spiace davvero tanto che una società storica debba ripartire dall'Eccellenza» ha ammesso sinceramente «con il mister ho un grande rapporto e ho allenato alcuni di quei ragazzi, quindi nel mio corpo ci sono gioia e dispiacere allo stesso tempo».
Sul futuro personale, tuttavia, Lunardon preferisce non sbilanciarsi, chiedendo tempo per smaltire le fatiche di una cavalcata che ha logorato energie fisiche e nervose fino all'ultimo secondo dell'ultimo supplementare. «Adesso bisogna festeggiare, ho bisogno di un secondo per prendere una pausa e resettare un attimino questa annata che definirei turbolenta, fatta di troppi alti e bassi».
La necessità di un'analisi profonda su quanto accaduto in stagione appare evidente nelle parole conclusive del mister, deciso a valutare ogni aspetto prima di programmare il domani. «Se siamo arrivati a questo punto significa che qualche errore è stato commesso» ha concluso il tecnico del Gozzano «quindi devo anch'io fare mente locale e capire bene tutto prima di decidere il da farsi per il prossimo campionato».