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Triestina e stadio Rocco, il futuro è un rebus: ecco cosa sta succedendo

di Redazione Notiziario del Calcio

La situazione riguardante l'utilizzo dello stadio Rocco da parte della Triestina si fa sempre più complessa e incerta, trasformandosi in un vero e proprio bivio per il futuro del club. Come riportato sulle pagine de Il Piccolo, il tempo stringe in vista dell'iscrizione al prossimo campionato di Serie D, prevista tra il 4 e il 10 luglio, momento in cui la società dovrà obbligatoriamente indicare il proprio impianto di riferimento.

Al momento, il dialogo tra il sodalizio alabardato e l'amministrazione comunale appare in una fase di stallo. La Triestina, con l'intento di evitare gli onerosi costi legati alla gestione ordinaria della struttura, avrebbe avanzato la proposta di affittare il campo esclusivamente ogni due settimane, in occasione delle partite casalinghe. Una formula, questa, che però non sembra incontrare il favore del Comune, che resta orientato verso la classica formula della concessione.

Parallelamente, si fa strada l'ipotesi del campo Grezar come soluzione alternativa qualora non si riuscisse a trovare una quadratura complessiva. A complicare ulteriormente il quadro ci sono le pendenze debitorie della società nei confronti dell'ente locale; per cercare di risanarle, la Triestina ha proposto di dilazionare il pagamento in 72 rate. Tuttavia, l'amministrazione resta cauta, sottolineando che, per partecipare al nuovo bando di gara, è indispensabile essere in regola con i versamenti pregressi.

La normativa vigente, d'altronde, pone vincoli precisi: lo stadio Rocco è classificato tra i beni comunali indisponibili, il che significa che può essere affidato a terzi esclusivamente attraverso una regolare concessione. L'ipotesi di una gestione limitata a brevi periodi o alla sola fruizione del manto erboso appare, dunque, difficilmente praticabile nel rispetto delle leggi che regolano i beni pubblici.

Se la Triestina dovesse effettivamente rinunciare al Rocco per la prossima stagione, l'impianto necessiterebbe comunque di interventi di manutenzione costante per preservare il terreno di gioco. Si porrebbe a quel punto un delicato tema di gestione: giustificare il mantenimento di una struttura così vasta, comprensiva di spogliatoi, aree per steward e uffici, solo per un utilizzo saltuario sarebbe complesso.

In passato, la convenzione tra Comune e Triestina prevedeva una capacità ridotta dell'impianto, con un canone annuo di circa 30 mila euro a fronte di costi di gestione ben più elevati, in gran parte sostenuti dall'amministrazione pubblica. Una disparità che oggi, alla luce del debito accumulato, non appare più sostenibile, rendendo necessario un nuovo assetto che tuteli sia le casse comunali che le necessità della società sportiva.


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