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Triestina, D'Aniello: «Il nuovo diesse sarà noto entro metà prossima settimana»

di Michele Caffarelli

Il presidente della Triestina, Giuseppe D'Aniello, ha convocato la stampa a Trieste per fare il punto sulla situazione del club e delineare le prossime mosse in vista della nuova stagione. Una conferenza che ha toccato i temi chiave del momento: la governance interna, la costruzione dell'organico tecnico, il progetto del centro sportivo e la delicata questione del marchio storico.

D'Aniello ha aperto chiarendo la propria posizione all'interno del board dirigenziale, smentendo ogni interpretazione che lo vorrebbe come figura solitaria al vertice. "Ho una quarantina di deleghe che mi rendono operativo anche dal punto di vista economico", ha spiegato, come riportato da Trivenetogol.com, aggiungendo però che la filosofia di gestione resta improntata alla collegialità: "Voglio ed ho il piacere di condividere ogni scelta col board dirigenziale, che oltre a me è composto da Marco Margiotta, Adam Rothstein ed Olivier Centner. Ci confrontiamo su ogni aspetto com'è giusto che sia, come una famiglia allargata, sia esso finanziario o più strettamente tecnico e legato a vicende di campo".

Sul fronte tecnico, D'Aniello ha confermato che la priorità assoluta è individuare il direttore sportivo, tassello dal quale discenderà poi la scelta dell'allenatore. I tempi, ha garantito, non saranno lunghi: l'annuncio della figura dirigenziale è atteso "intorno a metà della prossima settimana", dopo di che la nomina del tecnico seguirà "come uno step un po' più rapido da definire".

Tre i criteri che guideranno entrambe le scelte: la sostenibilità economica, la credibilità del profilo e le competenze specifiche per la categoria. Un approccio pragmatico che, nelle parole del presidente, non esclude la consapevolezza del peso della storia: "Siamo consapevoli che ci sono aspettative, che c'è un blasone importante e che da questi elementi derivi una grande responsabilità".

Sulla prima squadra, D'Aniello ha invitato a evitare l'ossessione per i risultati immediati, pur mantenendo un obiettivo chiaro: "non dobbiamo avere l'assillo della classifica, la base fondamentale è che questo Club torni ad essere la Triestina e che la squadra sia competitiva, degna del nome che porta". Il budget, ha assicurato, sarà "adatto a creare un gruppo che sia competitivo", con la consapevolezza che "il calcio non è matematica" e che le difficoltà della categoria vanno messe in conto.

Ampio spazio è stato dedicato allo sviluppo infrastrutturale. La realizzazione del centro sportivo a Muggia figura tra le priorità dichiarate del board: il terreno è già di proprietà del club e, secondo quanto riferito da D'Aniello, "sono state avviate tutte le procedure preliminari per poter dare il là alla parte esecutiva del progetto". In questo percorso, il presidente ha sottolineato il ruolo di Paolo Polidori, definito non solo un interlocutore istituzionale fondamentale ma anche "un amico vero".

Il rilancio del settore giovanile va di pari passo con quello infrastrutturale: "La ricostruzione del settore giovanile rientra naturalmente tra le priorità e il board è molto attento su questo aspetto, sia dal punto di vista tecnico che infrastrutturale", ha rimarcato D'Aniello, indicando nel centro di Muggia la base su cui costruire solidità e credibilità per il vivaio.

Uno dei passaggi più attesi della conferenza ha riguardato il marchio storico della Triestina, tema particolarmente sentito dalla tifoseria. D'Aniello ha adottato una posizione volutamente cauta, respingendo l'idea di una rivendicazione immediata: "chi è qui presente può confermare che in questi mesi non ho mai chiesto di riaverlo indietro", ha dichiarato, motivando la scelta con argomenti etici prima ancora che burocratici. "Dobbiamo meritarcelo", ha detto senza giri di parole, affidando ai fatti concreti – e al giudizio dei detentori del marchio – la valutazione del momento giusto per tornare a utilizzarlo.

Sul futuro più lontano, D'Aniello ha aperto uno spiraglio creativo: "più avanti nel tempo, insieme a tutti voi, magari sarà anche suggestivo poter studiare un rebranding, modernizzandolo un po'", ha anticipato, invitando però tutti alla pazienza: "facciamo intanto un passo alla volta".


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