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Treviso, la festa non si ferma: al Tenni arriva il Conegliano. Gorini: «Non dobbiamo distrarci»

di Alessandra Galbussera

La sbornia da campionato è ancora nell'aria, ma il Treviso non si concede pause. Archiviata la matematica promozione in Serie C — conquistata domenica scorsa sul campo dell'Unione La Rocca Altavilla al termine di un percorso straordinario che riporta il club tra i professionisti dopo tredici anni di attesa — i biancocelesti sono già proiettati al prossimo impegno. Domani allo Stadio Tenni arriva il Conegliano, e la sfida, nonostante il clima di festa, mantiene tutto il suo peso specifico.

Per l'occasione, la società ha voluto coinvolgere la propria tifoseria con un'iniziativa simbolica: i biglietti in curva saranno disponibili al prezzo agevolato di cinque euro, un segnale di apertura verso una piazza che ha accompagnato con passione ogni passo di questa stagione memorabile.

Sarebbe tuttavia un errore sottovalutare gli ospiti. Il Conegliano arriva al Tenni sull'onda di un successo sofferto ma prezioso: i gialloblù hanno piegato per 3-2 l'Union Clodiense Chioggia in extremis, in una partita che — con un certo paradosso della classifica — ha contribuito in modo determinante alla conquista del titolo da parte del Treviso stesso. Attualmente noni in graduatoria, con la salvezza già in cassaforte, gli uomini guidati dalla squadra veneta possono ora guardarsi intorno con maggiore libertà, puntando alla zona playoff con uno dei migliori rendimenti del girone di ritorno.

Non si tratta, dunque, di un avversario in cerca di punti per necessità di classifica, ma di una formazione in salute, con fiducia nei propri mezzi e con la voglia di chiudere bene una stagione più che positiva.

A tracciare le coordinate della vigilia è il tecnico del Treviso, Edoardo Gorini, che invita i suoi a non abbassare la guardia nonostante l'euforia del momento: «Quella di domani è una partita da preparare al meglio perché di fronte avremo il Conegliano che nel girone di ritorno è una delle squadre che ha fatto più punti. Sarà poi un derby, così come anche la prima domenica in casa coi tifosi dopo la vittoria del campionato. Questo non ci deve però far distrarre dal match, dobbiamo dunque entrare in campo con determinazione e la voglia di fare bene. Mi auguro sia una bella partita per tutti i tifosi».

Parole lucide, quelle dell'allenatore biancoceleste, che fotografano con precisione la doppia natura di questo appuntamento: da un lato la festa, dall'altro la necessità di continuare a onorare fino in fondo un campionato che ha già consegnato al Treviso il suo posto nella storia recente del club.

Quello di domani sarà dunque molto più di una semplice partita di fine stagione. Sarà il primo vero abbraccio tra la squadra e il proprio pubblico dopo il trionfo, la prima occasione per celebrare insieme un risultato che in pochi, forse, avrebbero immaginato a inizio anno. Ma sarà anche, e soprattutto, una gara da vincere — o quantomeno da disputare con la stessa fame che ha contraddistinto l'intero cammino biancoceleste.

Il Tenni si prepara ad accogliere una cornice di pubblico calorosa. Il Treviso FBC ha già scritto una pagina importante della propria storia: ora vuole continuare a scriverne.


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