Trastevere, lo sfogo del presidente Betturri: «Una volta ottenuto il traguardo, la C va a infrangersi»
Il percorso ad alti livelli del Trastevere si conferma una delle realtà più consolidate e significative all'interno del panorama calcistico della Capitale. Nonostante la recente eliminazione patita nelle sfide dei playoff per il salto di categoria, il sodalizio rionale si attesta stabilmente come la terza forza sportiva della città, subito alle spalle dei colossi storici della massima serie. Sulle colonne del quotidiano Il Messaggero, il massimo dirigente del club romano, Pier Luigi Betturri, ha voluto tracciare un bilancio estremamente orgoglioso ma al contempo realista, ponendo l'accento sulle riforme dirigenziali e sulle pesanti critiche infrastrutturali che bloccano la crescita.
«Purtroppo all'interno del contesto cittadino si registra una totale assenza di una struttura sportiva idonea e omologata per poter ospitare le partite del campionato di Lega Pro, fatta eccezione ovviamente per l'impianto dell'Olimpico, una condizione logistica che purtroppo non risulta minimamente accessibile e fruibile per una realtà calcistica rionale che si trova a militare in Serie D. Si tratta di un limite strutturale di enorme portata, poiché la prospettiva e l'ambizione di conquistare la Serie C, pur non configurandosi come un traguardo economico o sportivo proibitivo da raggiungere per le nostre capacità, una volta ottenuto sul campo va inevitabilmente a infrangersi con la totale mancanza di impianti conformi» ha denunciato apertamente il presidente capitolino.
«Va ricordato con forte orgoglio che nel corso delle ultime dodici stagioni consecutive vissute nel campionato di Serie D, la nostra compagine ha saputo collezionare una sfilza impressionante di piazzamenti di assoluto vertice, tra i quali si contano ben quattro secondi posti, tre terzi posti e due quarti posti, a cui si aggiungono un trionfo nella finale dei playoff e due storiche partecipazioni alla prestigiosa cornice della Coppa Italia maggiore. Questi riscontri statistici oggettivi certificano in modo inequivocabile come la nostra società rappresenti a tutti gli effetti il club più vincente dell'intero panorama nazionale in questa specifica categoria negli ultimi dodici anni» ha tenuto a precisare il patron rionale, evidenziando il valore programmatico espresso nel tempo.
La dirigenza si trova già nel pieno dell'attività per impostare i quadri tecnici in vista del futuro e ha ufficializzato una vera e propria rivoluzione interna per la prossima stagione. Sulla panchina siederà Stefano Tajarol, volto storico della società che assume la conduzione della prima squadra, mentre nel ruolo di direttore sportivo subentrerà Claudio Ciferri. La programmazione del calciomercato punterà con decisione sulla valorizzazione della linea verde e dei giovani talenti, potendo contare sulla solidità di un pacchetto avanzato che ha espresso una straordinaria prolificità realizzativa nell'ultimo torneo e sulla conferma strategica di Alessio Mursia alla guida del settore agonistico giovanile.
«Nel momento in cui si prova a programmare un salto di categoria e ad allestire i piani per il calcio professionistico in questa regione, le problematiche legate agli stadi rischiano di spingere le società a dover emigrare a distanze spropositate dalla propria sede originaria, costringendo i club a dover individuare soluzioni provvisorie persino in Abruzzo o nella regione Toscana. Si tratta di un grave ostacolo che quest'anno rischia di penalizzare pesantemente anche un'altra realtà del territorio come l'Ostiamare, la quale si trova costretta a vagliare impianti situati a distanze notevoli da Ostia, prendendo in considerazione l'ipotesi di doversi trasferire a Guidonia o addirittura in contesti ancora più distanti» ha concluso il presidente Pier Luigi Betturri.