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Ternana, il destino del club all'asta: in vendita marchio, trofei e la storia rossoverde

di Redazione Notiziario del Calcio

Il percorso della procedura fallimentare della Ternana giunge a un momento di altissima valenza simbolica. Come riportato dagli approfondimenti di calciofere, è fissata proprio per questa settimana l'asta giudiziaria telematica che vedrà andare in vendita l'intero patrimonio immateriale e materiale della società umbra. Il pacchetto, che include il marchio ufficiale, i trofei conquistati nel corso dei decenni e una vasta gamma di beni aziendali, parte da una base di 225.000 euro, cifra definita dalla perizia tecnica di Maurizio De Filippo, con la possibilità che il valore possa subire un ribasso del 15% nel corso della procedura.

L'operazione coinvolge direttamente i curatori fallimentari e i creditori della vecchia gestione rossoverde, con due contendenti che hanno già manifestato un concreto interesse per l'acquisizione: l'Università Niccolò Cusano, istituzione legata a Stefano Bandecchi, e il comitato di tifosi denominato “La Ternana Siamo Noi”. L'attenzione è rivolta non solo agli aspetti economici, ma anche a quello che rappresenta l'identità profonda di un sodalizio sportivo.

Il bando d'asta si compone di due sezioni distinte. La prima riguarda gli asset tangibili, comprendenti le strumentazioni tecniche, gli arredi degli uffici e le dotazioni tecnologiche, come server e dispositivi informatici. A questi si sommano i cimeli dal forte carico emotivo: divise da gioco, palloni, fotografie storiche e, soprattutto, i trofei e le coppe che testimoniano i successi agonistici maturati nel tempo dalla compagine umbra.

Il fulcro dell'intera operazione, tuttavia, rimane il lotto immateriale. La vendita del marchio registrato, insieme ai diritti d'uso dei canali digitali e del sito internet, costituisce il bene più prezioso per chiunque intenda preservare il legame con il passato o costruire un nuovo progetto basato su questo storico brand. Risulta curioso, a questo proposito, il contrasto con quanto emergeva dai documenti contabili della società in liquidazione, dove il logo era iscritto a bilancio per un valore simbolico di soli 708 euro.

Sul fronte delle offerte, la sfida si preannuncia accesa. L'Università Niccolò Cusano ha già depositato una proposta formale, mentre il comitato “La Ternana Siamo Noi” ha reso nota l'intenzione di partecipare attivamente per tentare di aggiudicarsi almeno il logo, con il dichiarato proposito di mantenere l'identità del club all'interno della comunità dei sostenitori.

La procedura avverrà interamente in via telematica e richiederà ai partecipanti il versamento di una cauzione minima del 10% del prezzo base, con la facoltà di procedere a rilanci nel corso della sessione. Si tratta della prima fase della liquidazione, poiché per altri asset più complessi, come la partecipazione in Stadium Spa, la società che gestisce lo stadio “Libero Liberati”, saranno necessari tempi tecnici più lunghi e approfondimenti valutativi ulteriori, nell'ottica di tentare di soddisfare le diverse posizioni creditorie emerse in seguito al crac societario.


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