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Teramo, Pomante non ci sta: «Senza fortuna non si vince, vedere il primo tempo mi ha fatto male»

di Redazione Notiziario del Calcio

In calce all'amaro pareggio a reti bianche tra Teramo e Termoli, il tecnico dei diavoli Marco Pomante non ha nascosto la propria delusione per un risultato che frena la rincorsa della sua squadra.

«Commentare una partita del genere è complicato» ha ammesso Pomante nel post-gara. «Il Teramo ha dato tutto ciò che aveva per sbloccare il risultato, ma la palla non ne ha voluto sapere di entrare. Devo essere onesto: la dea bendata oggi ci ha voltato completamente le spalle».

L'analisi dell'allenatore si è poi concentrata sulla differente intensità mostrata dai suoi nei due tempi: «Nella ripresa siamo stati sfortunati, ci è mancato davvero quel pizzico di sorte che serve per vincere. Nel primo tempo, invece, siamo apparsi contratti. Non credo sia stato un problema tecnico, quanto piuttosto mentale: eravamo quasi timorosi di fronte all'importanza della posta in palio».

Nonostante la crescita nella seconda frazione, il rammarico resta alto: «Dopo l'intervallo ci siamo sciolti e abbiamo sviluppato il gioco che avevamo preparato. Purtroppo, in sfide così equilibrate, serve anche un episodio a favore per passare in vantaggio. Mi dispiace, perché avremmo dovuto approcciare meglio la gara sin dall'inizio: per vincere queste partite non bastano quarantacinque o cinquanta minuti di buon calcio, bisogna spingere per tutti i novanta».

Il tecnico ha anche reso merito alla solidità degli avversari: «Avevamo di fronte una squadra che lotta per la salvezza e che è venuta qui a fare la partita della vita. Erano molto ben organizzati, ma gli spazi per colpire li abbiamo avuti, sia nel primo che nel secondo tempo, e dovevamo essere più cinici nello sfruttarli».

Il pareggio odierno rappresenta un colpo duro per il morale del gruppo, come confermato dalle parole del mister: «Inutile negarlo, oggi è stata una bella mazzata. Volevamo la vittoria a tutti i costi per dare continuità alla striscia positiva degli ultimi turni. Sono triste e onesto nel dirlo, ma bisogna restare lucidi e analizzare i nostri limiti: se dall'inizio dell'anno facciamo fatica sotto l'aspetto mentale, significa che c'è un problema strutturale, e io sono il primo a dovermi assumere le responsabilità».

Guardando al futuro prossimo, Pomante chiama i suoi a un ultimo sforzo: «Mancano tre partite e non c'è ancora nulla di definitivo, ma è chiaro che il fattore psicologico peserà tantissimo. Dobbiamo onorare questa maglia e questo campionato fino all'ultimo secondo, cercando di raccogliere il massimo dei punti possibili».

L'obiettivo resta comunque ambizioso, nonostante le difficoltà: «Se non dovessimo riuscire ad agganciare la vetta, avremo comunque dei playoff da disputare, che sono sempre una vetrina fondamentale. Resta però un grande amaro in bocca per l'occasione persa oggi».


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