Tagli e sostenibilità: il piano di Abete per trasformare la Serie D e il calcio dilettantistico
Giancarlo Abete, vertice della Lega Nazionale Dilettanti, ha recentemente esposto ai microfoni di Antenna Sud la propria visione riguardo l'imminente ristrutturazione del sistema calcistico nazionale. Il fulcro del ragionamento ruota attorno alla necessità di garantire una stabilità economica e gestionale duratura per tutti i tornei del Belpaese.
L'attenzione del presidente si è focalizzata in particolare sulla dimensione attuale del professionismo in Italia, un unicum nel panorama continentale. Nonostante i tagli effettuati nelle stagioni passate, l'Italia detiene ancora il primato europeo per quantità di club professionistici, un dato che impone una riflessione profonda sulla loro reale tenuta finanziaria.
Per rispondere a queste criticità, la LND ha già iniziato a tracciare una strada ben definita per il prossimo futuro, che coinvolgerà direttamente la quarta serie. L'idea portante è quella di una razionalizzazione geografica e numerica, che vedrebbe la Serie D passare dagli attuali nove raggruppamenti a otto.
Questa contrazione numerica non andrebbe però a intaccare il fascino e la competitività del torneo. Secondo quanto dichiarato da Abete, il nuovo format continuerebbe a prevedere la disputa dei playoff, assicurando così il mantenimento dell'interesse sportivo fino al termine della stagione regolare per un gran numero di società.
Tuttavia, i tempi di attuazione non saranno immediati, poiché la Lega Dilettanti deve necessariamente coordinarsi con le decisioni prese dai vertici federali e dalle leghe superiori. Per questa ragione, i tifosi e gli addetti ai lavori devono aspettarsi per l'annata sportiva alle porte una struttura pressoché identica a quella che abbiamo conosciuto finora.
Un altro tema caldo affrontato dal presidente riguarda l'inquadramento fiscale e il prestigio dei vari campionati. Abete ha sottolineato come il ruolo della Serie D sia cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni, soprattutto dopo la storica fusione che ha portato alla scomparsa della distinzione tra Serie C1 e Serie C2.
Oggi la quarta serie rappresenta un pilastro fondamentale del movimento nazionale, avendo acquisito un peso specifico sempre maggiore all'interno della piramide calcistica. La LND resta in attesa di capire se la Serie C subirà ulteriori trasformazioni, pronta ad adeguare la propria struttura in base alle nuove esigenze della Federazione.
Il lavoro ai tavoli tecnici prosegue dunque con l'obiettivo di definire con precisione le funzioni di ogni singola lega, cercando di armonizzare il passaggio tra dilettantismo e professionismo in un'ottica di modernizzazione che il sistema calcio italiano sembra ormai non poter più rimandare.