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Stangata Pistoiese, la nota del club: «Noi parte lesa e profedamente amareggiata»

di Cristo Ludovico Papa

Il Giudice Sportivo di Serie D ha inflitto una pesante sanzione alla FC Pistoiese nella giornata di oggi, comminando al club toscano un'ammenda di 3.500 euro accompagnata da una diffida. Il provvedimento disciplinare scaturisce da episodi verificatisi durante l'incontro contro il Lentigione, disputato ieri in un turno infrasettimanale.

Secondo quanto riportato nel comunicato ufficiale del club, durante la seconda frazione di gioco alcuni sostenitori arancioni hanno lanciato verso un assistente arbitrale una bottiglietta d'acqua parzialmente riempita e getti d'acqua, che tuttavia non hanno raggiunto il bersaglio. Ma l'episodio più grave ha riguardato il lancio di diversi cubetti di ghiaccio, uno dei quali ha colpito l'ufficiale di gara alla nuca, provocandogli una lieve sensazione dolorosa.

La società ha diffuso una nota ufficiale in cui esprime la propria posizione riguardo all'accaduto, dichiarandosi "parte lesa e profondamente amareggiata per quanto accaduto". Una presa di distanza netta che sottolinea l'imbarazzo del club di fronte a comportamenti ritenuti inaccettabili e lesivi dell'immagine della squadra.

La diffida rappresenta un elemento particolarmente delicato nella vicenda. Come evidenziato dalla stessa società, questo provvedimento costituisce un campanello d'allarme serio: il verificarsi di nuovi episodi simili potrebbe infatti portare a sanzioni ben più severe. Un rischio concreto, considerato che la Pistoiese ha già dovuto fare i conti con problematiche analoghe in occasione della gara contro la Pro Sesto, quando furono adottati provvedimenti disciplinari per comportamenti scorretti della tifoseria.

Il club ha voluto esprimere con chiarezza la propria condanna agli atti vandalici, affermando di dissociarsi "con fermezza" dagli autori dei gesti e prendendo "le distanze" da tali comportamenti. Nella nota si sottolinea come queste condotte "rischiano di vanificare gli sforzi della Società e di arrecare un danno all'intera tifoseria", evidenziando la preoccupazione per le possibili ripercussioni che pochi elementi possono causare all'intera comunità sportiva.

Nonostante l'amarezza per l'episodio, la FC Pistoiese ha voluto rivolgere un ringraziamento alla stragrande maggioranza dei propri sostenitori. Un aspetto significativo emerso dalla vicenda riguarda infatti la presenza sugli spalti: oltre 600 tifosi hanno seguito la squadra in un giorno feriale come il mercoledì, un dato che il club definisce "straordinario per la categoria" e considera "l'ennesima dimostrazione di attaccamento, passione e senso di appartenenza ai colori arancioni".

La società ha definito questo sostegno "incredibile", esprimendo la volontà di tutelarlo e rappresentarlo "nel modo migliore", in contrapposizione alle azioni di pochi che rischiano di offuscare l'immagine di un'intera comunità di appassionati.

L'episodio riaccende il dibattito sul comportamento dei tifosi negli stadi italiani, anche nelle categorie inferiori, dove fenomeni di questo tipo possono avere conseguenze particolarmente gravose per società che operano con budget limitati. L'ammenda di 3.500 euro, pur non rappresentando una cifra esorbitante nel panorama calcistico professionistico, costituisce un esborso significativo per un club che milita in categorie dilettantistiche o semiprofessionistiche.

La diffida aggiunge un elemento di precarietà alla situazione: eventuali nuovi incidenti potrebbero comportare sanzioni progressive, dalla chiusura parziale o totale dello stadio fino a penalizzazioni in classifica, misure che avrebbero un impatto devastante sia sul piano sportivo che su quello economico.

La FC Pistoiese si trova ora di fronte alla sfida di sensibilizzare ulteriormente la propria tifoseria, cercando di isolare ed identificare gli elementi responsabili di comportamenti antisportivi, pur continuando a valorizzare il supporto di quella maggioranza silenziosa che sostiene la squadra con passione ma nel rispetto delle regole.


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