Stadio Puttilli e palazzetti a pezzi: il paradosso di Barletta che vola tra i professionisti
Il Barletta festeggia il ritorno nel calcio professionistico, ma il salto in Serie C fa emergere con forza tutte le criticità legate alle infrastrutture cittadine. Se sul campo la squadra ha centrato l'obiettivo, la situazione degli impianti sportivi appare decisamente più complessa, tra lavori necessari per l'adeguamento dello stadio Puttilli e strutture minori che versano in condizioni precarie.
Uno dei problemi più urgenti riguarda il Manzi-Chiapulin, il cui manto sintetico è stato giudicato non idoneo dalla Lega Nazionale Dilettanti. La struttura ha subito un forte deterioramento a causa dell'intenso utilizzo da parte di diverse società locali, incluse le formazioni giovanili e il football americano, oltre alla naturale esposizione agli agenti atmosferici.
Nonostante esista un piano di riqualificazione da circa 665 mila euro, le risorse attualmente disponibili nelle casse comunali ammontano a meno di un terzo della cifra necessaria. La riduzione dei fondi, dirottati verso altri progetti come la piscina comunale, rischia di far slittare l'inizio dei lavori alla primavera del 2027, lasciando le associazioni locali senza un campo di riferimento.
Per evitare il blocco immediato delle attività, l’amministrazione ha richiesto una proroga alla Lega per poter utilizzare l’impianto di via dei Mandorli fino alla fine della stagione 2027-2028. La speranza è di ottenere il tempo necessario per reperire i finanziamenti mancanti e completare l’iter burocratico senza danneggiare il tessuto sportivo giovanile della città.
Non va meglio sul fronte dei palazzetti. Al PalaBorgia si combatte contro infiltrazioni d'acqua dal tetto che minacciano il campo da basket e pallavolo, mentre il PalaMarchiselli rimane chiuso per inagibilità da oltre due anni. Per quest'ultimo, il Comune ha stanziato un milione e mezzo di euro per la demolizione e ricostruzione, ma i tempi restano incerti.
Il sindaco ha recentemente effettuato un sopralluogo per verificare gli spazi del futuro cantiere di via Dante Alighieri, con l'obiettivo di garantire strutture che rispettino finalmente le prescrizioni del CONI. In una città che torna a respirare il grande calcio, la sfida per rimettere a nuovo i luoghi dello sport è appena iniziata e non ammette ulteriori passi falsi.