Sogno professionismo sfiorato, ora l'Igea Virtus vuota il sacco: la verità sul prossimo campionato
L’ambiente dell'Igea Virtus sta attraversando una fase di profondo esame interiore e di pianificazione silenziosa dopo la conclusione dell'ultimo campionato. Nonostante dal punto di vista ufficiale e della comunicazione tecnica ed editoriale non si registrino ancora movimenti o annunci significativi, l'orientamento della dirigenza di Barcellona Pozzo di Gotto sembra essere quello di dare seguito all'ottimo percorso tracciato nell'annata sportiva appena messa agli archivi.
A testimonianza della bontà del cammino intrapreso, gli organi di stampa locali e i focus della Gazzetta del Sud mettono in risalto la terza posizione ottenuta sul rettangolo di gioco, un piazzamento d'alta classifica che certifica il valore del progetto tecnico, pur considerando il successivo provvedimento di penalizzazione che ha parzialmente modificato la graduatoria ufficiale al termine delle gare.
Per gran parte della stagione agonistica, la compagine giallorossa è stata una presenza fissa nei gradini più alti del girone di Serie D, permettendo all'intera piazza di cullare concretamente la speranza e l'ambizione di un salto di categoria verso il calcio professionistico, grazie soprattutto a un'identità di gioco ben definita e a una notevole costanza nei risultati domenicali.
Le considerazioni espresse nelle scorse settimane da figure chiave del club, come Salvatore Maltese, il leader dello spogliatoio Claudio Calafiore e il tecnico Sasà Marra, riflettono alla perfezione lo stato d'animo generale, diviso equamente tra il dispiacere per un finale di torneo meno brillante e la certezza matematica di aver gettato delle fondamenta solidissime per il futuro del sodalizio.
Maltese aveva speso parole importanti parlando di un'annata straordinaria, ponendo l'accento sulla straordinaria coesione umana nata tra i calciatori della rosa e sul viscerale legame d'affetto che si è andato a consolidare partita dopo partita con i sostenitori locali, elementi che hanno fatto la differenza nei momenti cruciali della stagione.
Sulla stessa identica lunghezza d'onda si erano registrate le riflessioni del capitano Calafiore, il quale ha voluto rimarcare il forte attaccamento alla maglia e l'unione d'intenti di un gruppo compatto, dinamiche interne che hanno consentito alla squadra di lottare alla pari con le principali corazzate del torneo fino ai turni finali del calendario.
I medesimi concetti erano stati sposati appieno anche dall'allenatore Sasà Marra, che già nelle battute antecedenti la fine delle ostilità sportive aveva manifestato pubblicamente tutto il proprio compiacimento per la maturazione costante dei suoi ragazzi e per i progressi tattici e caratteriali messi in mostra nel corso dei mesi di lavoro.
Ora la vera sfida per la dirigenza sarà quella di non disperdere questo prezioso bagaglio e di tramutarlo in una base solida da cui far ripartire la programmazione sportiva, fermo restando che, dopo aver dimostrato un simile potenziale, le prospettive e le ambizioni per la prossima stagione agonistica in Serie D dovranno necessariamente rimanere di alto livello.
L’Igea Virtus ha confermato di possedere i requisiti gestionali, la struttura organizzativa e i valori tecnici necessari per recitare un ruolo di primissimo piano nel panorama calcistico dilettantistico; serviranno adesso lungimiranza, chiarezza di intenti e una forte linearità nelle scelte strategiche per dare forma a una stabilità che la tifoseria organizzata e la piazza richiedono a gran voce per dimenticare definitivamente le delusioni del passato.