Siena, Voria esulta ma avvisa: «La mezz’ora più bella della mia gestione, poi ci siamo complicati la vita»
Il successo ottenuto dal Siena contro il Foligno lascia in dote tre punti preziosi e una serie di riflessioni importanti per il tecnico Gill Voria. Al termine della sfida, l'allenatore ha analizzato una prestazione dai due volti, caratterizzata da un inizio travolgente e un calo nella ripresa che ha rischiato di compromettere il risultato finale.
«Penso che la prima mezz'ora sia stata la migliore da quando ci sono io» ha esordito Voria, sottolineando come la squadra abbia espresso un calcio molto vicino alla sua idea di gioco. Nonostante alcuni errori di natura tecnica, il mister si è detto entusiasta dell'approccio aggressivo dei suoi uomini, definendo quel segmento di gara come una versione di alto livello del calcio che vorrebbe proporre stabilmente.
Tuttavia, proprio quell'avvio brillante sembra aver causato un rilassamento psicologico che ha permesso agli avversari di rientrare in partita. Il tecnico ha ammesso che la squadra ha «abbassato le difese», sottovalutando i pericoli che potevano arrivare nella seconda frazione, specialmente sui cross laterali dove il Siena soffre per una carenza strutturale di centimetri nei duelli aerei.
Il mister ha spiegato che, per caratteristiche fisiche, i bianconeri fanno fatica a difendere sulle palle alte, pur avendo giocatori di qualità palla al piede. «Non abbiamo saltatori» ha ribadito con sincerità, spiegando che la squadra deve sopperire a questa lacuna alzando l'attenzione e la qualità del palleggio, cercando sempre di segnare un gol in più degli avversari piuttosto che limitarsi a difendere.
Proprio la filosofia offensiva resta il marchio di fabbrica di Voria, che non intende cambiare identità nemmeno nei momenti di difficoltà. Nonostante il timore di un epilogo simile a quello di altre gare passate, l'allenatore ha rivendicato la scelta di mantenere un assetto propositivo, preferendo rischiare qualcosa in fase difensiva piuttosto che adottare uno stile conservativo che non gli appartiene.
Un altro tema centrale della conferenza è stato il rapporto con la tifoseria e l'ambiente senese. Voria ha espresso il desiderio di riportare entusiasmo allo stadio, ricordando come nella sua esperienza personale le critiche e i fischi possano trasformarsi in trionfi se si ha la forza di reagire sul campo. «I fischi si devono trasformare in applausi» ha dichiarato, ponendo questo obiettivo come una vera e propria vittoria morale.
Sollecitato sullo striscione apparso in curva riguardante la proprietà svedese, il tecnico ha cercato di fare chiarezza sulla comunicazione interna al club. Pur ammettendo che la presenza fisica dei vertici societari sarebbe preferibile per rispondere direttamente alle domande della piazza, ha confermato che i contatti sono frequenti e che la proprietà si informa costantemente sull'andamento della squadra.
Infine, un pensiero è andato alla condizione dei singoli, con l'uscita forzata di Zanoni per una distorsione alla caviglia che andrà valutata nei prossimi giorni. Nonostante le difficoltà e qualche sofferenza di troppo nel finale, Voria si gode la vittoria conscio del lavoro che resta da fare: «Analizzeremo tutto a freddo per migliorare ancora» ha concluso il mister, già proiettato alle prossime sfide di campionato.