Siena, il ritorno di Schettini: «Sono contentissimo. Ai play-off con convinzione»
Ci sono ritorni che valgono più di una vittoria. Quello di Paolo Schettini in campo, a Camaiore, con la maglia del Siena cucita addosso per la prima volta da titolare, appartiene a questa categoria. Un momento atteso, costruito giorno dopo giorno tra sale di recupero e sedute di allenamento, vissuto con un'intensità che le sole statistiche di una partita non riescono a restituire.
«È stata un'emozione forte, dopo tanto che non giocavo» ammette - come riportato da "La Nazione" - il centrocampista, che alle spalle porta il peso di un grave infortunio rimediato al Trastevere, con relativo intervento chirurgico, e una lunga assenza dai campi da gioco.
La partita è andata bene, e Schettini non nasconde la soddisfazione: «Dopo aver lavorato tanto, prima dietro le quinte, poi con i ragazzi, ero pronto. Sono contentissimo, per la mia prova e ovviamente per il risultato. La prestazione è stata ottima: abbiamo avuto giusto cinque minuti di distrazione, ma ci siamo ripresi bene». Un segnale di solidità collettiva, oltre che personale.
Il momento non poteva essere più propizio. Con i playoff all'orizzonte, ogni partita assume un peso specifico diverso, e quella contro il Trestina — prossimo avversario al Franchi — si preannuncia come un banco di prova significativo per capire con quale inerzia il Siena si presenterà alla fase decisiva della stagione.
Gli umbri arriveranno in Toscana con una serenità particolare, quella di chi ha già esaurito i propri obiettivi stagionali. Ma Schettini conosce bene le insidie di certe gare apparentemente scontate: «Loro arriveranno con la serenità di aver 'finito' il campionato, ma quando una squadra scende in campo al Franchi ha sempre uno stimolo in più, un motivo in più per giocarsela».
Il vero significato dell'incontro, tuttavia, va cercato altrove. «Più che per un discorso di classifica sarà importante per stabilire come arriveremo ai play-off, che dovremo affrontare con serenità e convinzione». Le parole del centrocampista delineano una mentalità precisa: non si tratta di inseguire punti, ma di costruire la giusta disposizione mentale in vista di ciò che conta davvero.
Arrivato in bianconero su chiamata dell'allora allenatore Bellazzini, in un momento in cui Cavallari era fuori dalle rotazioni, Schettini ha trovato un ambiente che lo ha convinto sotto ogni aspetto. «Sono contento di quello che ho trovato: la città, la piazza, la tifoseria, i ragazzi, lo staff, il mister, la dirigenza e tutti coloro che lavorano per il Siena» elenca, senza retorica.
E aggiunge, con quella franchezza diretta che caratterizza il suo modo di parlare: «Sono un ragazzo ambizioso e mi piacerebbe poter proseguire con questa società altrettanto ambiziosa». Una dichiarazione d'intenti che suona come qualcosa di più di un semplice apprezzamento.
La convivenza con gli altri centrocampisti — Somma, Conti, Cavallari — non è mai stata fonte di attrito, anzi. «La concorrenza spinge comunque a dare sempre di più in allenamento. Da dire anche che Somma, Conti, Cavallari sono tutti ragazzi fantastici e da loro non posso che rubare con gli occhi».
C'è una domanda che aleggia attorno a questa stagione senese: come poteva una squadra di tale qualità trovarsi tanto in basso in classifica prima della rimonta? Schettini preferisce non speculare su ciò che non ha vissuto direttamente: «Difficile capirlo, vista la qualità degli interpreti. Ma non ho vissuto tutte le dinamiche». Poi individua con chiarezza il punto di svolta: «La forza di questo gruppo sono l'unione, la professionalità e la serenità: sono contento che insieme, e con il lavoro, ché nessuno ci ha mai regalato niente, siamo riusciti a riprendere la via».
Prima di Siena, c'era l'incertezza. Un infortunio grave, un'operazione chirurgica, e un futuro tutto da ridefinire. In quel frangente, Schettini ha ridimensionato le aspettative con lucidità: «Dopo l'infortunio e l'operazione non avevo certezze sul futuro e al primo posto ho messo la salute. Se fosse arrivato anche il campo tanto di guadagnato. Le aspettative erano tutte su me stesso».
E prima ancora, c'era stata la parentesi in Serie C con il Rimini, conclusa amaramente con il fallimento del club romagnolo. Una vicenda che Schettini ricorda senza rancore, ma con la consapevolezza di chi aveva intuito i segnali: «Sono andato con la consapevolezza che la situazione fosse un po' a rischio. In C ci sono squadre che si iscrivono senza una reale stabilità economica. Come tanti ragazzi ero dubbioso e ho preferito temporeggiare prima di firmare il contratto. Poi, infatti, il club è fallito».
Una battuta d'arresto, nient'altro. «È stata solo una frenata. È solo cambiato il percorso». E il percorso, adesso, porta dritto al Franchi, con la maglia del Siena e i playoff nel mirino.