Sestri Levante, l'addio del presidente Risaliti: «Il mio ciclo è finito, lascio un club senza debiti»
L'Unione Sportiva Sestri Levante 1919 si appresta a vivere una vera e propria svolta epocale a livello societario dopo l'annuncio ufficiale arrivato direttamente dai vertici. Stefano Risaliti, figura centrale della storia recente del club ligure, ha infatti deciso di fare un passo indietro definitivo lasciando il timone della società dopo oltre due lustri di gestione ininterrotta.
L'ormai ex numero uno corsaro ha voluto spiegare con estrema chiarezza i motivi che lo hanno spinto verso questa scelta sofferta ma ponderata: «Dopo 12 anni alla guida dell’US Sestri Levante 1919 ho ritenuto che fosse giunto il momento di rassegnare le mie dimissioni dalla carica di presidente», ha esordito Risaliti nel suo comunicato d'addio.
Per il dirigente si tratta di una conclusione naturale dopo un periodo caratterizzato da una crescita costante sotto ogni punto di vista: «Si chiude per me un percorso lungo e intenso, vissuto con passione, responsabilità e serietà», ha sottolineato, ricordando come il club sia profondamente cambiato durante la sua lunga presidenza.
Il bilancio sportivo del suo mandato resta impresso nei risultati ottenuti sul campo, con il ritorno nel calcio che conta: «In questi anni il club ha compiuto un cammino significativo, culminato con la promozione nel calcio professionistico e la partecipazione per due stagioni alla Serie C», ha evidenziato con un pizzico di commozione.
Questi traguardi storici per la piazza di Sestri Levante rappresentano il culmine di un lavoro iniziato anni fa: «Sono traguardi che rappresentano motivo di grande orgoglio», ha aggiunto Risaliti, guardando a quanto costruito dalla sua prima entrata in società fino ai successi più recenti nel panorama nazionale.
Nonostante l'addio, la situazione che lascia in eredità ai suoi successori sembra essere delle più rosee, sia dal punto di vista tecnico che economico: «Oggi lascio una realtà solida, competitiva e ben posizionata nel campionato di Serie D», ha assicurato l'ex presidente parlando dello stato di salute della squadra.
Ancor più importante, in un calcio spesso segnato da crisi finanziarie, è la stabilità contabile del sodalizio rossoblù: «Lascio soprattutto una società sana, strutturata e senza esposizioni debitorie», ha tenuto a precisare Risaliti, garantendo così un futuro sereno a chi prenderà il suo posto.
Proprio per facilitare il passaggio di consegne e non gravare sulle casse di chi vorrà investire, la cessione avverrà a condizioni eccezionali: «In quest’ottica, il trasferimento delle mie quote avverrà senza alcuna valorizzazione economica, proprio per favorire continuità e sviluppo del progetto», ha rivelato con generosità.
La spinta dietro a questo scossone non è legata a divergenze, ma a una sensazione personale di fine corsa: «Questa decisione nasce dalla convinzione che ogni ciclo abbia il suo naturale compimento e che sia giusto aprire una nuova fase per il club», ha ammesso con grande onestà intellettuale.
Prima di congedarsi definitivamente, non sono mancati i ringraziamenti a tutto l'universo corsaro che lo ha accompagnato per dodici stagioni: «Desidero ringraziare tutte le persone che hanno condiviso con me questo percorso: dirigenti, staff, atleti, collaboratori, sponsor e tifosi», ha concluso il presidente uscente.
Senza il loro apporto costante, secondo Risaliti, i successi ottenuti non sarebbero stati possibili: «Ringrazio chi con il proprio sostegno ha reso possibile tutto questo», ha chiosato, prima di un ultimo augurio rivolto al futuro: «Infine auguro a chi subentrerà il meglio per il futuro».