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Serie D, il punto sul girone I: La Nuova Igea Virtus aumenta il passo, crolla la Reggina. In coda la situazione è caldissima

di Massimo Poerio

Siamo al giro di boa decisivo. Con la 25ª giornata archiviata e nove turni ancora da disputare, il Girone I di Serie D inizia a delineare le sue gerarchie definitive, regalando una domenica che potrebbe aver segnato uno spartiacque fondamentale per le sorti del campionato. Se davanti c’è chi prova a scappare, dietro la lotta per non retrocedere è diventata una tonnara dove ogni punto pesa come un macigno.

Il titolo di copertina spetta di diritto alla Nuova Igea Virtus. I giallorossi non sbagliano il testacoda contro il fanalino di coda Paternò, imponendosi per 2-0 grazie alle reti di Calafiore alla mezz'ora e al sigillo finale di Vacca. Una vittoria di cinismo e maturità che, combinata con i risultati dagli altri campi, vale il primato solitario a quota 49 punti.

La giornata era infatti segnata dallo scontro diretto tra Savoia e Nissa, rispettivamente seconda e terza forza del torneo. Al "Giraud" finisce con un 1-1 che accontenta solo la capolista: botta e risposta tra De Felice per gli ospiti e Umbaca per i campani nella ripresa. Un punto a testa che mantiene le due squadre in scia (-2 e -3 dalla vetta), ma che sa di occasione persa.

Chi esce con le ossa rotte da questo turno è senza dubbio la Reggina. Gli amaranto cadono rovinosamente per 2-0 sul campo di una ritrovata Vigor Lamezia. Il protagonista assoluto è Cosendey, vero e proprio "killer" d'area di rigore in questo periodo (già a segno ripetutamente nelle ultime tre giornate), che con una doppietta tra fine primo tempo e inizio ripresa gela le ambizioni di promozione diretta dei calabresi, ora scivolati al quinto posto a -5 dalla vetta.

Frena anche l'Athletic Club Palermo, bloccato sull'1-1 in casa dal Gela. Il rigore di Maurino risponde al vantaggio ospite di Aperi, ma per i palermitani è un mezzo passo falso, seppur mitigato dal fatto di avere ancora una partita da recuperare contro l'Enna: virtualmente, i rosanero sono ancora pienamente in corsa per il titolo.

In zona nobile, la Gelbison manda un segnale fortissimo al campionato travolgendo la Vibonese a domicilio con un netto 0-4. Un monologo rossoblù firmato da Chironi, Liurni, Fernandez e Cascio, che consolida il piazzamento play-off dei cilentani e apre ufficialmente la crisi della Vibonese, risucchiata pericolosamente verso il basso con soli 26 punti.

Bene anche il Sambiase, che espugna il campo del Messina di misura grazie al gol di Colombatti allo scadere del primo tempo, attestandosi in una tranquilla posizione di metà classifica.

Se in vetta la tensione è alta, in coda l'aria è irrespirabile. La lotta per evitare i play-out e la retrocessione diretta si è infiammata con tre squadre appaiate ora a quota 24 punti.

L'Acireale trova una vittoria vitale contro il Milazzo (3-1), costruendo il successo in un primo tempo devastante con Gagliardi, Semenzin e un'autorete, rendendo vano il gol della bandiera di Currò.

Fondamentale anche il successo del Ragusa, che vince lo scontro diretto contro il Castrumfavara per 2-1. Callegari e il solito Golfo ribaltano le prospettive degli iblei, mentre il gol tardivo di Varela non basta agli agrigentini, che restano penultimi a 20 punti e vedono il baratro dell'Eccellenza farsi più vicino.
Completa il trio delle "risorte" la Sancataldese, che piega l'Enna con un gol in extremis di Russo al 44' del secondo tempo. Una sconfitta pesante per l'Enna, che ora deve guardarsi le spalle: con 27 punti e una partita in meno, il margine sulla zona rossa si è assottigliato.

Notte fonda per il Messina (22 punti) e soprattutto per il Paternò, fermo a 14 punti e sempre più solitario sul fondo della classifica. Per gli etnei, a 9 giornate dal termine, la salvezza diretta è ormai un miraggio e anche agguantare i play-out richiederà un'impresa sportiva.

La classifica si è spaccata. La Nuova Igea Virtus ha il destino nelle proprie mani, ma il calendario e la pressione giocheranno un ruolo chiave. L'Athletic Palermo resta la mina vagante con il jolly del recupero. In coda, da quota 27 in giù, nessuno può dormire sonni tranquilli: ogni domenica sarà una finale per la sopravvivenza.


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