Serie D, il punto sul girone I: la Nissa batte l'Athletic Palermo e riapre i giochi. Impresa Acireale, il Savoia frena
Il traguardo è sempre più vicino e la tensione si taglia col coltello. Giunti alla 28ª giornata del Girone I di Serie D, a soli sei turni dal gong finale, i margini di errore si sono praticamente azzerati. Con 18 punti ancora sul piatto (al netto dei recuperi), la domenica calcistica appena trascorsa ha regalato ribaltoni clamorosi, rimescolando le carte sia per la volata verso la Serie C che per la sanguinosa bagarre salvezza.
Il big match di giornata non ha tradito le attese, trasformandosi in un vero e proprio trionfo per la Nissa (53 punti). Nello scontro diretto contro la capolista Athletic Club Palermo (54), i padroni di casa si impongono con un perentorio 3-0. Dopo un primo tempo chiuso a reti bianche, a far saltare il banco nella ripresa sono prima l'acuto di Terranova al 34' e poi la micidiale doppietta di uno scatenato De Felice nei minuti finali. Un successo pesantissimo che allunga l'incredibile striscia di imbattibilità della Nissa (quattro vittorie e un pari nelle ultime cinque) e la porta a una sola lunghezza dalla vetta, rendendo la corsa per la promozione diretta un affare rovente.
Del clamoroso scivolone della capolista non ne approfitta però il Savoia (51). I campani falliscono l'aggancio al secondo posto arrendendosi di misura al Milazzo (42): basta una fiammata di Giunta in avvio di ripresa (2' st) per condannare i biancoscudati, che frenano bruscamente dopo una buona striscia di risultati utili.
Continua il momento altalenante della Reggina (47), che cade clamorosamente a domicilio contro l'Acireale. I calabresi vengono beffati al 48' del secondo tempo dal guizzo mortifero di Kean, perdendo una ghiotta occasione per blindare il quarto posto, pur con la gara contro la Nuova Igea Virtus ancora da recuperare.
Proprio la Nuova Igea Virtus (46), anch'essa con una partita in meno, mantiene vive le speranze di agguanto alle zone altissime impattando 1-1 in casa della Gelbison (42), in un match risolto nell'arco di due minuti dal botta e risposta tra il vantaggio di Calafiore e il calcio di rigore di Cascio. Con questo punto, la Gelbison viene agganciata a quota 42 non solo dal Milazzo, ma anche dal Sambiase, che piega il Gela 2-1: la rete di Sueva in apertura e il sigillo di Furiato al 40' del secondo tempo rendono vana la marcatura ospite di Berto allo scadere.
Nei bassifondi, la lotta per evitare la discesa all'inferno dell'Eccellenza è drammatica e ogni punto vale doppio. L'Acireale (26), complice la penalizzazione e una gara in meno, trova ossigeno puro per provare a uscire dalla zona play-out grazie al già citato colpaccio di Kean all'ultimo respiro.
Un balzo vitale lo compie il Castrumfavara (27), che si aggiudica uno scontro diretto fondamentale sconfiggendo la Sancataldese (24) per 1-0. A far esplodere i tifosi è la rete di Piazza a cinque minuti dal novantesimo. Questo risultato affonda gli ospiti, che incassano la quarta sconfitta nelle ultime cinque gare, scivolando al penultimo posto che significherebbe retrocessione diretta.
Pareggio che sta stretto a entrambe quello tra Vibonese (28) e Messina (24): lo 0-0 finale lascia tutte e due le compagini impantanate nell'insidiosa griglia play-out. Discorso simile per il fanalino di coda Paternò (18), che non va oltre l'1-1 interno contro l'Enna (31) in una sfida decisa interamente dal dischetto (Marchetti allo scadere risponde a Dadic): per i padroni di casa le speranze di evitare la retrocessione diretta si assottigliano sempre di più. Un punticino utile per smuovere la classifica lo portano a casa Ragusa (29) e Vigor Lamezia (36): l'1-1 porta le firme di Sinatra nel primo tempo e la risposta di Spanò nella ripresa.
A sei giornate dalla bandiera a scacchi, il Girone I è una polveriera. L'Athletic Club Palermo sente il fiato sul collo della Nissa, distante un solo punto, in un duello che promette scintille. Non va dimenticato che l'esito dei recuperi (Acireale-Enna e Nuova Igea Virtus-Reggina, rinviate per maltempo nella 27ª) potrebbe riscrivere ulteriormente gli equilibri in piena zona play-off e in coda. In fondo alla classifica, tra squadre in caduta libera e improvvisi scatti d'orgoglio, ogni passo falso rischia ormai di essere una sentenza. Il tempo dei calcoli è finito: la parola passa definitivamente al campo.