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Serie D, il punto sul girone I: Il Savoia riagguanta l'Igea, l’Athletic Palermo mette la freccia

di Davide Guardabascio

Siamo entrati ufficialmente nell'ultimo quarto di gara. La 26ª giornata del Girone I di Serie D ci restituisce una fotografia nitida: la matematica non condanna ancora nessuno, ma i margini di errore sono ormai ridotti al lumicino. Con otto partite da giocare (24 punti in palio), ogni pallone pesa come un macigno, sia per chi sogna la C, sia per chi vuole evitare l'inferno dell'Eccellenza.

In vetta la situazione è incandescente. Il Savoia risponde presente e lancia un segnale di forza impressionante espugnando il campo della Vibonese. Un 2-0 cinico e maturo, aperto dal lampo di Guida dopo appena cinque minuti e sigillato da Favetta allo scadere, che permette ai biancoscudati di mantenere la vetta a quota 50.

Ma lassù non si soffre di vertigini da solitudine, perché la Nuova Igea Virtus non ha alcuna intenzione di lasciare il passo. Il pareggio per 1-1 nello scontro diretto d'alta quota contro la Nissa è un punto d'oro, considerando la caratura dell'avversario. Al vantaggio nisseno di Alagna, ha risposto il solito Samake nella ripresa, tenendo i giallorossi appaiati alla capolista. Per la Nissa (47 punti), il pareggio sa di occasione persa per l'aggancio, ma i playoff sono blindati.

Attenzione, però, al "terzo incomodo" che potrebbe presto diventare il favorito numero uno. L'Athletic Club Palermo espugna Sambiase per 2-1 con un finale al cardiopalma. Dopo il rigore di Grillo nel primo tempo, i rosanero hanno trovato il gol vittoria al 90' grazie a un altro penalty, trasformato freddamente da Maurino. Perché questa vittoria è pesante? Perché il Palermo è a quota 48, a soli due punti dalla vetta, ma con una partita in meno (il recupero contro l'Enna). Virtualmente, i palermitani hanno il destino nelle proprie mani.

Non molla nemmeno la Reggina, che regola la pratica Sancataldese con un solido 2-0 firmato da Girasole e da un'autorete, restando in scia a quota 47.

A centro classifica, la notizia di giornata è il tennistico 6-1 inflitto dall'Enna al Gela. Una prova di forza devastante dei gialloverdi che mandano in gol mezza squadra (Diaz Garcia, Occhiuto, Bamba, Distratto, Tchaouna, Zerillo), umiliando un Gela irriconoscibile, al quale non basta il gol della bandiera di Aperi.
Pari che serve a poco tra Gelbison e Vigor Lamezia (1-1), con il solito Cosendey che risponde a Semeraro, confermando il suo stato di grazia dopo la doppietta della scorsa settimana.

Se in vetta si corre, in coda si lotta con il coltello tra i denti. La zona retrocessione e play-out è una polveriera.
Il colpo della domenica lo firma il Ragusa, che espugna Milazzo con un gol di Golfo addirittura al 50' della ripresa. Una rete che vale platino e proietta gli iblei a 27 punti, tirandoli momentaneamente fuori dalle sabbie mobili più profonde, inguaiano invece i mamertini fermi a 38.

Succede di tutto anche a Castrumfavara, dove i padroni di casa acciuffano un pareggio insperato contro l'ACR Messina. Dopo il vantaggio ospite di Tourè, è un rigore di Varela al 50' del secondo tempo a fissare l'1-1. Un punto che muove poco la classifica di entrambe (Castrumfavara penultimo a 21, Messina a 23), ma che moralmente pesa tantissimo per come è arrivato.

Infine, segnali di vita dal fanalino di coda Paternò. La vittoria per 2-1 sull'Acireale (gol di D'Aloia e Zinnà, inutile la rete di Samb nel finale) riaccende una fiammella di speranza, portando gli etnei a 17 punti. La strada è ancora lunghissima e in salita, ma finché la matematica non condanna, è vietato mollare. Per l'Acireale, fermo a 23 punti in piena zona play-out, è invece un campanello d'allarme assordante.

Con il duo Savoia-Igea a 50 e il Palermo virtualmente primo, la lotta per la C si deciderà sui dettagli e sulla tenuta nervosa. In coda, da Ragusa (27) a Paternò (17), nessuno può sentirsi al sicuro o spacciato. Il campionato entra ora nella fase decisiva: chi avrà la forza di sbagliare meno?


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