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Serie D, il punto sul girone H: L'urlo di Manetta lancia il Barletta verso la C. Gli ultimi 360 minuti saranno di fuoco

di Massimo Poerio

Il traguardo è lì, visibile all'orizzonte, ma le insidie sono ancora tantissime. La 30ª giornata del Girone H di Serie D va in archivio lasciando in dote sentenze pesanti e gerarchie stravolte. Quando mancano soltanto quattro turni al termine (12 punti a disposizione), i margini d'errore sono ufficialmente azzerati: in vetta si tenta la fuga decisiva, mentre nelle retrovie la disperazione inizia a prendere il sopravvento.


Il colpo di scena di giornata arriva sul filo di lana e porta la firma di Manetta. Al 44' del secondo tempo, il suo gol regala al Barletta una vittoria pesantissima per 1-0 sul campo di un Nola (37 punti) roccioso e disperato. Un successo che sa di passo decisivo verso l'Olimpo: i biancorossi volano a quota 61 punti, certificando uno stato di forma invidiabile e scavando un solco di 5 lunghezze sulle inseguitrici. A quattro giornate dalla fine, la promozione diretta in Serie C è ora molto più di un sogno.

Alle spalle della capolista, la corsa si fa spietata. Il Martina (56 punti) spreca una grande occasione sbattendo sul muro del Gravina (0-0) e si fa agganciare al secondo posto da un Fasano in stato di grazia. I pugliesi liquidano la pratica Ferrandina per 2-0 grazie alle reti, tutte a cavallo dell'intervallo, di Penza e Garcia Tena. Per il Fasano è il culmine di una rimonta clamorosa costruita nelle ultime settimane. Scivola invece la Paganese (54 punti), che esce sconfitta di misura (1-0, rete di Esposito nel finale) sul campo della Real Normanna. I campani perdono terreno prezioso e dicono probabilmente addio alle speranze di primato.


Nella zona nobile della classifica (dal 2° al 5° posto), il Nardò blinda la sua posizione salendo a quota 48. Il 2-0 interno sul Pompei porta ancora una volta la firma di D'Anna (implacabile dal dischetto, al suo quinto gol nelle ultime cinque gare) e di Tedesco.
Emozioni da cardiopalma, invece, nello scontro diretto tra Afragolese e Virtus Francavilla (appaiate a 47 punti). I padroni di casa sembravano aver archiviato la pratica già nel primo tempo con un micidiale uno-due firmato Montaperto-Porzio. Ma il calcio, si sa, sfugge a ogni logica: la Virtus la riprende per i capelli in piena zona Cesarini, prima accorciando con Ahmetaj al 32' della ripresa e poi gelando lo stadio al 47' con il definitivo 2-2 di Bolognese.


Nel ventre della classifica, spicca la prestazione monstre della Sarnese (38 punti), che travolge a domicilio la Taurus Acerrana con un pirotecnico 5-2. L'illusorio doppio vantaggio locale (rigore di Manfrellotti e gol di Padulano) ha solo scatenato la furia ospite: sugli scudi uno straripante Santarpia, autore di una tripletta, ben coadiuvato dalla doppietta di Addessi. Questa sconfitta suona come una condanna quasi definitiva per l'Acerrana: ultima a 14 punti, con sole 4 gare da giocare, l'Eccellenza è ormai a un passo.

La lotta per evitare la retrocessione diretta e posizionarsi al meglio nella griglia play-out è un thriller. Il Pompei (22 punti) e il Ferrandina (26) incassano ennesime sconfitte e vedono le streghe. Non si fanno male Heraclea (35) e Manfredonia (36) in un 1-1 deciso dal botta e risposta tra Agnelli e l'autorete di Tucci, un punto che muove la classifica ma lascia entrambe in bilico sulla zona rossa. Stesso discorso per il Francavilla (33 punti), che strappa un prezioso 0-0 sul campo della Fidelis Andria (41) e resta aggrappato al treno della salvezza. Da segnalare, infine, il balzo vitale della Real Normanna, che con il già citato successo sulla Paganese sale a 39 punti, respirando aria più pulita.


Il countdown è iniziato. Con soli 12 punti ancora sul tavolo, il Barletta ha il match point sulla racchetta, ma dovrà guardarsi dalle ambizioni di Martina e Fasano, pronte ad approfittare del minimo passo falso. In coda, il tempo delle prove d'appello è terminato: chi sbaglia adesso, saluta la Serie D. Allacciate le cinture, gli ultimi 360 minuti di questo Girone H promettono di togliere il fiato.


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