Serie D, il punto sul girone F: Teramo e Ancona col "braccino", l'Ostiamare riavvicina la vetta
Siamo giunti alla 25ª giornata del girone F di serie D, un crocevia fondamentale quando mancano ormai solo nove turni al termine della stagione regolare. Se qualcuno pensava che le gerarchie fossero ormai scritte, il campo ha raccontato una storia diversa. Il turno appena concluso ci restituisce un campionato bellissimo e crudele, dove la paura di perdere ha bloccato le capolista e il cinismo ha premiato le inseguitrici. La classifica si accorcia in testa e si incendia in coda: benvenuti nella volata finale.
La notizia del giorno arriva dai campi di provincia dove le "big" hanno faticato maledettamente. È stato il turno della "pareggite" per le due regine del girone.
Il Teramo capolista (58 punti) rischia grosso a Sora. I biancorossi, andati sotto per il gol di Trotta a inizio ripresa, riescono a salvare la pelle e la vetta solo al 38' del secondo tempo grazie a Borgarello. Un punto che muove la classifica ma che suona come un campanello d'allarme: contro squadre affamate di punti salvezza, la qualità tecnica non basta se non è supportata dalla fame.
Discorso identico, se non con maggiori rimpianti, per l’Ancona (58 punti). I dorici, impegnati sul campo dell’Unipomezia, non vanno oltre l'1-1. Illusorio il vantaggio del solito Zini (in un ottimo momento di forma, a segno anche nelle scorse settimane), ripreso quasi subito da D'Alessandris. Un botta e risposta in tre minuti che cristallizza il risultato e lascia l'amaro in bocca ai marchigiani.
Chi ride, e di gusto, è l’Ostiamare. I laziali espugnano il difficile campo del Fossombrone con il risultato più classico e pesante: 0-1. La partita, bloccata e tattica, viene risolta solo al 44' della ripresa da un rigore glaciale di Ceccarelli. Una vittoria "sporca", da grande squadra, che proietta l'Ostiamare a quota 57, a una sola lunghezza dalla coppia di testa. Ora non è più un duello, ma una guerra a tre.
Alle spalle del trio di testa, il vuoto si fa sentire, ma le emozioni non mancano. L’Aquila (47 punti) perde ulteriore terreno dalla vetta (-11), ma dimostra un cuore immenso nel derby contro il Giulianova. Sotto di un gol, gli abruzzesi acciuffano il 2-2 definitivo letteralmente all'ultimo respiro, al 50' del secondo tempo, grazie a Touré. Un pareggio che serve più al morale che alla classifica, mentre il Giulianova (36 punti) mastica amaro per l'occasione sfumata.
Chi invece innesta il turbo è la Vigor Senigallia (39 punti), che regola la Sammaurese con un netto 3-1. Protagonista assoluto Braconi, autore di una doppietta tra primo e secondo tempo che ha spianato la strada ai suoi, prima del sigillo di Grandis. I senigalliesi si confermano una mina vagante per la griglia play-off. Passo falso invece per l'Atletico Ascoli (42), fermato sull'1-1 da una Recanatese che ha venduto cara la pelle.
Se in vetta si gioca a scacchi, in coda è pugilato. La lotta per non retrocedere si fa incandescente, con risultati che rimescolano le carte della zona play-out.
Colpo vitale del Chieti (21 punti), che nello scontro diretto contro il Termoli vince 1-0 grazie alla rete di Gonzalez Alvarez nel primo tempo. Una boccata d'ossigeno puro per i teatini, che agganciano la Recanatese e accorciano proprio sul Termoli, ora risucchiato pericolosamente verso il basso a 26 punti.
Spettacolo e gol nello scontro tra disperate Castelfidardo e San Marino. Vincono i padroni di casa per 3-2 in una gara pazza: eroe di giornata Morais, autore di una doppietta decisiva (apre e chiude le marcature). Per il Castelfidardo (15 punti) è l'aggancio all'ultimo posto proprio ai danni della Sammaurese, sconfitta a Senigallia. La strada è ancora lunghissima, ma questo successo tiene accesa la fiammella della speranza. Il San Marino (20 punti), invece, deve guardarsi le spalle: la retrocessione diretta è lì, a un passo.
Infine, menzione d'onore per la Maceratese (30 punti), che con il 2-1 sul Notaresco (reti di Ciabuschi e De Angelis nel primo tempo) compie un balzo forse decisivo per allontanarsi dalle zone calde, mettendo 9 punti tra sé e il terzultimo posto.
Mancano 270 minuti di gioco, ma i verdetti sembrano tutt'altro che scritti. La 25ª giornata ci dice che Teramo e Ancona non sono imbattibili e che l'Ostiamare ha la forza mentale per inserirsi fino alla fine. In coda, dal Termoli (26) al Castelfidardo (15), nessuno è al sicuro e nessuno è spacciato. Ogni pallone, da qui alla 34ª giornata, peserà come un macigno. Allacciate le cinture.