Serie D, il punto sul girone F: Teramo e Ancona ancora a braccetto ma l'Ostiamare c'è
Siamo giunti allo scollinamento decisivo. Con la 24ª giornata in archivio e soli dieci turni (30 punti) ancora disponibili sul piatto, il campionato di Serie D, girone F, entra nella sua fase più delicata. Non è ancora tempo di sentenze definitive, ma i margini di errore si sono ridotti drasticamente. Là davanti il ritmo è infernale, e chi si ferma ora rischia di veder sfumare i sogni di gloria.
È un testa a testa vibrante quello che vede protagoniste Teramo e Ancona, appaiate a quota 57 punti e capaci di scavare un piccolo solco sulle inseguitrici.
I biancorossi abruzzesi, però, hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie per avere la meglio su un Fossombrone mai domo. Al "Bonolis" è andato in scena un finale da cardiopalma: dopo il vantaggio iniziale, il Teramo ha visto gli ospiti pareggiare nel finale con Fabbri. Quando il pareggio sembrava scritto, al 53' della ripresa (ben oltre il 90'), è salito in cattedra l'uomo della provvidenza, Carpani, che siglando la sua doppietta personale ha regalato tre punti di platino alla capolista. Una vittoria di carattere, di quelle che spesso decidono i campionati.
Decisamente più agevole, almeno nel punteggio, la pratica sbrigata dall'Ancona. I dorici confermano il loro stato di grazia (quinta vittoria consecutiva) travolgendo il Chieti per 4-1. Nonostante lo spavento iniziale per l'autogol di Caparros, la squadra ha reagito con veemenza: il solito Zini ha suonato la carica prima dell'intervallo, seguito nella ripresa dai sigilli di Bonaccorsi e Sperandeo che hanno legittimato un dominio tecnico e mentale.
Non c'è due senza tre, e al banchetto delle grandi si siede con prepotenza anche l'Ostiamare (54 punti). I lidensi restano in scia, a sole tre lunghezze dalla vetta, grazie a un perentorio 4-1 sulla Recanatese. Una prova di forza corale, impreziosita dalle reti di Spinosa, Orfano, Badje e Baldassi, che condanna i marchigiani a restare impantanati nelle zone basse.
Dietro il terzetto di testa, si consolidano le posizioni play-off. L'Aquila (46) espugna di misura il campo della Maceratese grazie a un guizzo di Sparacello nel secondo tempo, confermandosi quarta forza del torneo. Bene anche l'Atletico Ascoli (41), che liquida il fanalino di coda Castelfidardo con un netto 3-1: apre le danze Maio su rigore, chiudono i conti Sbrissa e Didio, rendendo vano il gol della bandiera di Gallo.
A metà classifica, il pareggio per 1-1 tra Notaresco e Vigor Senigallia (botta e risposta Paudice-De Marco) serve più a muovere la classifica che a nutrire ambizioni di vertice. Colpo esterno importante invece per il Giulianova, che grazie a Misuraca espugna Termoli e si porta a 35 punti, in una zona tranquilla.
Ma è nella lotta salvezza che si registrano i sussulti più significativi. La copertina di giornata va all'Unipomezia, capace di un'impresa fragorosa sul campo del San Marino. Uno 0-4 senza appello, firmato da una doppietta di Persichini e dalle reti di De Santis e Della Pietra. Tre punti pesantissimi che proiettano i laziali a quota 28, momentaneamente fuori dalla zona play-out e in una posizione di relativo vantaggio rispetto alla bagarre sottostante.
Notte fonda per il San Marino, ora fermo a 20 punti insieme alla Recanatese in piena zona retrocessione diretta (considerando il distacco dalle squadre che precedono, la situazione inizia a farsi preoccupante).
Pareggio pirotecnico tra Inter SM Sammaurese e Sora (2-2): una sfida nella sfida tra i bomber Merlonghi (doppietta su rigore) e Curatolo (doppietta anche per lui), che lascia però l'amaro in bocca ai romagnoli, penultimi a 15 punti. Chiude la classifica il Castelfidardo a 12 punti: la matematica non condanna nessuno, ma servirebbe un miracolo sportivo per risalire la china.
Con dieci giornate ancora da disputare, il campionato è tutt'altro che chiuso. Il duello Teramo-Ancona promette scintille fino all'ultimo secondo, con l'Ostiamare pronta ad approfittare di ogni minimo passo falso. In coda, la vittoria dell'Unipomezia dimostra che gli equilibri sono fragili e che la lotta per evitare l'Eccellenza sarà serrata fino alla 34ª giornata. Il prossimo turno potrebbe già essere un crocevia fondamentale.