Serie D, il punto sul girone F: L'Ostiamare frena, il Teramo e Ancona si prendono la vetta. Njambe show, boccata d'ossigeno per il Termoli
Siamo entrati nel vivo. Con la ventiduesima giornata appena andata in archivio, il Girone F di Serie D inizia a delineare le sue gerarchie in maniera sempre più netta. Sebbene manchino ancora 12 turni alla fine — un'eternità in termini di punti a disposizione — il messaggio lanciato dalle capolista è inequivocabile: vietato sbagliare. Davanti si corre a ritmi vertiginosi, mentre in coda la bagarre per evitare la retrocessione si fa incandescente, con ogni punto che pesa come un macigno.
Il Teramo manda un segnale di forza devastante al campionato, liquidando la pratica Vigor Senigallia con un perentorio 3-1. La copertina di giornata spetta di diritto a Njambe: l'attaccante è stato protagonista di un avvio di gara semplicemente mostruoso, siglando una tripletta nei primi 17 minuti (3', 6' e 17' pt) che ha annichilito gli avversari prima ancora che potessero entrare in partita. Il gol della bandiera di Braconi nella ripresa serve solo per le statistiche; il "Diavolo" c'è e fa paura.
Non è da meno l'Ancona, che risponde colpo su colpo. I dorici superano il fanalino di coda Castelfidardo per 2-0, centrando la quarta vittoria consecutiva. Una gara sbloccata nella ripresa da Sparandeo e chiusa nel finale dal sigillo di Kouko. La squadra biancorossa dimostra solidità e cinismo, doti fondamentali per chi ambisce al salto di categoria.
Chi perde leggermente il passo è l'Ostiamare. I laziali, terzi a quota 50, vengono fermati sul 2-2 in casa da un coriaceo Atletico Ascoli. È stata una partita vibrante: sotto per l'uno-due micidiale di Sardo e Forgione nel primo tempo, l'Ostiamare ha avuto il merito di crederci fino alla fine, acciuffando il pareggio al 44' della ripresa con Donsah (dopo il gol iniziale di Spinosa). Un punto salvato in extremis, ma che costa la vetta della classifica e lascia un pizzico di amaro in bocca per l'occasione persa.
Più staccato, e forse ridimensionato nelle ambizioni di primato immediato, L'Aquila (43 punti). Il pareggio interno per 1-1 nel derby contro il Chieti sa di beffa: al vantaggio di Di Renzo allo scadere del primo tempo ha risposto Mbaye in piena "Zona Cesarini" (46' st). Otto punti dalla vetta iniziano ad essere un divario psicologico importante da colmare.
Nella zona tranquilla, ma con vista play-off, spicca il risveglio della Maceratese. Dopo un periodo di appannamento (vedi la sconfitta con il Sora e il pari con il Fossombrone), la "Rata" demolisce la Sammaurese a domicilio con un netto 0-4. Una prova di forza corale firmata da Ruani, Osorio, Marras e Ciabuschi, che proietta i marchigiani a 27 punti, allontanandoli definitivamente dalle zone calde.
Pari a reti bianche tra Fossombrone e Sora e tra Notaresco e Giulianova: risultati che muovono la classifica ma non cambiano gli equilibri, mantenendo queste squadre nel limbo tra il sogno play-off e la necessità di guardarsi le spalle.
Se in vetta si corre, in coda si lotta col coltello tra i denti. La sfida cruciale di giornata era senza dubbio Termoli - Unipomezia. A spuntarla sono stati i molisani grazie al rigore trasformato da Romano al 14' del primo tempo. Una vittoria di platino che permette al Termoli di salire a 23 punti e scavalcare proprio l'Unipomezia (ferma a 22), uscendo momentaneamente dalla zona retrocessione diretta e respirando aria di play-out più "alta".
Sotto di loro, è pareggio che scontenta tutti tra San Marino e Recanatese (1-1). Le reti di Gasperoni e Pesaresi nel primo tempo fissano un risultato che lascia entrambe appaiate a 20 punti, in piena zona rossa. Serve un cambio di marcia deciso per evitare guai peggiori.
In fondo alla classifica, la situazione si fa drammatica per Inter SM Sammaurese (14) e Castelfidardo (12). Le sconfitte odierne suonano come un campanello d'allarme assordante: il distacco dalla zona salvezza diretta inizia a farsi pesante e il tempo per rimediare, seppur presente, si sta assottigliando. Prezioso, invece, il punto strappato dal Chieti a L'Aquila: muovere la classifica su un campo così difficile è un'iniezione di fiducia per i neroverdi, ora a quota 17.
A 12 giornate dal termine, il campionato si spacca in tre tronconi. Davanti, Teramo e Ancona sembrano avere una marcia in più, con l'Ostiamare pronta ad approfittare di ogni minimo passo falso. Dietro, la lotta per evitare la retrocessione coinvolge almeno sette squadre in un fazzoletto di 10 punti. La matematica lascia ancora tutto aperto, ma la sensazione è che i margini di errore siano ormai ridotti al lumicino. Dalla prossima giornata, ogni pallone peserà il doppio.