Serie D, il punto sul girone F: Ancona e Ostiamare non sbagliano, il Teramo si. La Sammaurese riapre i giochi in coda
Siamo entrati ufficialmente nel rettilineo finale. Con l'archivio della 26ª giornata, il Girone F di Serie D imbocca l'ultima curva prima del rettilineo d'arrivo: mancano solo 8 partite al termine (su 34 totali) e la classifica inizia a emettere sentenze pesanti. Se in vetta si delinea un duello rusticano punto a punto, nelle retrovie la bagarre per evitare la retrocessione diretta e i play-out si fa incandescente, con risultati a sorpresa che rimescolano le carte.
La notizia di giornata è la frattura che si è creata tra le prime due della classe e il terzo incomodo. L'Ancona (61 punti) lancia un segnale di forza devastante: il 4-0 alla Maceratese è una prova di onnipotenza calcistica. I dorici chiudono la pratica già nel primo tempo grazie a uno scatenato Zini (doppietta tra il 23' e il 34') e al sigillo di Cericola, prima che Teraschi metta la ciliegina sulla torta nel finale. È la quarta vittoria consecutiva per la capolista, che sembra aver innestato la marcia giusta per il salto di categoria.
Ma dietro non si molla di un centimetro. L'Ostiamare (60 punti) risponde presente e resta incollata a -1, superando con fatica ma con enorme carattere un Castelfidardo disperato. Il protagonista assoluto è Cardella, autore di una doppietta vitale: apre le danze al 10' e, dopo il pari su rigore di Gallo, trova il gol vittoria al 35' della ripresa.
Chi esce con le ossa rotte da questo turno è il Teramo (58 punti). Gli abruzzesi cadono clamorosamente per 3-1 sul campo dell'Inter SM Sammaurese, penultima in classifica. Una sconfitta che fa male, maturata sotto i colpi di Bertani, Merlonghi e Dimitri. Il rigore di Njambe nel finale serve solo per le statistiche: il Teramo scivola a -3 dalla vetta e, con due squadre davanti che corrono così veloce, questo passo falso rischia di pesare come un macigno sulle ambizioni di promozione diretta.
Alle spalle del podio, si consolida la posizione dell'Atletico Ascoli (45 punti). I marchigiani superano 3-1 il Chieti grazie a una prestazione solida firmata da Maio, Manicucci (rigore) e Sbrissa. Una vittoria fondamentale che permette loro di allungare sulla Vigor Senigallia (40 punti), fermata sull'1-1 a Termoli (gol di Romano per i locali e pareggio tardivo di Urso).
Brutta battuta d'arresto interna per L'Aquila (47 punti), sorpresa al "Gran Sasso" da un Sora corsaro. Non bastano le reti di Tourè e Sparacello: i laziali colpiscono a freddo con una doppietta fulminea di Tatti nei primi 4 minuti e un gol di Curatolo, portando a casa un 2-3 pirotecnico che vale oro in chiave salvezza.
Se in alto si corre, in basso si gomita. La vittoria della Sammaurese contro il Teramo, seppur viziata dalla penalizzazione in classifica (-2), dà nuova linfa ai romagnoli (16 punti), che ora vedono il San Marino (20 punti) più vicino. I titani, infatti, crollano in casa 1-2 contro il Giulianova: il rigore di Gasperoni non basta a rimediare alle reti di Pertosa e Odianose.
Colpo grosso dell'Unipomezia (32 punti), che espugna il campo della Recanatese (0-2, Amadio e De Santis) e compie un balzo forse decisivo verso la tranquillità, staccando la zona calda. Notte fonda invece per Recanatese e Chieti, entrambe ferme a 21 punti e in piena zona play-out, raggiunte da un trend negativo preoccupante. Il pareggio tra Notaresco e Fossombrone (1-1, Infantino risponde a Conti) serve a poco a entrambe, mantenendole nel limbo di centro classifica.
A otto giornate dal termine, il campionato si spacca. L'Ancona ha il destino nelle proprie mani, ma l'Ostiamare è un'ombra che non vuole andarsene. Il Teramo è chiamato a una reazione immediata per non vedere sfumare il sogno. In coda, ogni punto pesa ormai come un macigno: la vittoria della Sammaurese dimostra che nessuno ha intenzione di alzare bandiera bianca prima della matematica. Ci aspetta un finale di stagione al cardiopalma.