Serie D, il punto sul girone D: Tris d'assi per la vetta, sprofondo Tuttocuoio: a 360 minuti dal termine il girone è una giostra impazzita
Mancano appena quattro curve alla bandiera a scacchi di questa logorante Serie D. Con la 30ª giornata andata in archivio e soli 12 punti ancora a disposizione, la tensione si taglia col coltello nel girone D. Se il destino emette la sua prima sentenza implacabile in coda, la vetta ci regala un duello rusticano a tre che promette di togliere il sonno fino all'ultimo secondo.
In cima alla classifica è in atto un testa a testa da brividi. Il Lentigione e la Pistoiese continuano la loro marcia trionfale, agganciate a quota 66 punti. Gli emiliani compiono una mezza impresa in casa del Sasso Marconi: sotto per la rete di Gattor al 35', il Lentigione ribalta tutto nel finale con il cuore in gola. Tra il 37' e il 43' della ripresa, Nanni e Cellai firmano un 1-2 pesantissimo che profuma di destino.
Risponde colpo su colpo la Pistoiese, che supera il Crema per 4-2 in un match vibrante: gli ospiti ci provano con Latini e Recino, ma un super Saporetti (autore di una splendida doppietta) supportato da Pinzauti e Bertolo, prolunga l'ottimo momento di forma degli arancioni, reduci anche da una cinquina due turni fa.
Chi perde un'occasione d'oro per accendere la freccia è il Desenzano. I bresciani impattano 1-1 sul campo dell'ostica Rovato Vertovese (all'iniziale svantaggio di Messedaglia risponde Gori). Tuttavia, attenzione: il Desenzano sale a 64 punti ma ha ancora una gara da recuperare contro il Tropical Coriano. Virtualmente, è padrone del proprio destino.
Al quarto posto, il Piacenza (57 punti) fa corsa a sé. La vittoria per 2-0 sulla Trevigliese porta le firme di D'Agostino e, inesorabilmente, di Mustacchio. Soffermiamoci sull'attaccante biancorosso: ha timbrato il cartellino in tutte le ultime cinque giornate di campionato. Una macchina da gol clamorosa nel momento topico della stagione.
Alle spalle dei piacentini, lo scontro diretto tra Pro Sesto (51) e Pro Palazzolo (50) finisce con uno scialbo 0-0. Un pareggio che sta stretto soprattutto al Palazzolo, che resta momentaneamente fuori dalla griglia play-off ma mantiene intatte le speranze.
Spostando lo sguardo verso il basso, arriva l'ufficialità più amara: il Tuttocuoio saluta aritmeticamente la Serie D. La sconfitta casalinga per 0-2 contro il Progresso (decidono Calabrese e Mascanzoni nel primo tempo) lascia i toscani a quota 7 punti. Con un gap incolmabile a quattro turni dalla fine, è retrocessione in Eccellenza.
Ma se per i toscani i giochi sono fatti, dalla diciassettesima posizione in su è una lotta all'arma bianca. La vittoria del Progresso (31) è ossigeno puro in chiave play-out, così come lo è l'exploit dell'Imolese (30), che piega 2-0 la Cittadella Vis Modena grazie a Capozzi e Rizzi.
Il match più folle della zona rossa va però in scena tra Sangiuliano City e Tropical Coriano. Avanti grazie a un'autorete di Tafa, il Coriano subisce la tremenda rimonta lombarda griffata De Cecco, dallo stesso Tafa (che si fa perdonare) e da Saggionetto. Quando tutto sembra perduto, Pasquini riapre i giochi al 35' st e, al fotofinish (44' st), Pacchioni fissa il clamoroso 3-3. Un punto di platino per il Coriano, che aggancia la Trevigliese (sconfitta a Piacenza) a quota 21 al penultimo posto, mantenendo viva la fiammella della speranza (avendo anche un match in meno).
Da segnalare, infine, il fondamentale balzo in avanti della Correggese: il 2-1 nello scontro diretto contro il Sant'Angelo (Taparelli e Saccà rispondono a Bramante) permette agli emiliani di agganciare i lombardi a quota 33, prendendo due punticini di vitale importanza sulla zona calda.
Mancano solo 360 minuti alla fine di questa maratona. Per il primato sarà una guerra di nervi: Pistoiese e Lentigione non possono sbagliare mezza mossa, sapendo che il Desenzano, se vince il recupero, si prenderà la vetta in solitaria. Nelle retrovie, dal Crema (37) in giù nessuno è al sicuro: la caccia per evitare il baratro dell'Eccellenza diretta o la roulette russa dei play-out ci regalerà un finale di stagione da brividi. Allacciate le cinture, il bello deve ancora venire.