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Serie D, il punto sul girone C: Treviso, "pareggite" pericolosa: la Clodiense rosicchia ancora. Legnago show a Muzane, notte fonda per l'Adriese

di Cristo Ludovico Papa

Siamo al giro di boa della fase decisiva. Con la 23ª giornata appena andata in archivio, mancano esattamente undici turni al termine di questo appassionante Girone C di Serie D. Se fino a un mese fa il campionato sembrava una marcia trionfale a senso unico, gli ultimi risultati ci raccontano una storia parzialmente diversa: la capolista gestisce, forse troppo, mentre l'inseguitrice ha ingranato la quinta. In coda, il baratro si fa sempre più vicino per le ultime della classe.

Il vantaggio resta rassicurante (+10), ma è l'inerzia a preoccupare i tifosi della capolista Treviso. Per la terza domenica consecutiva, la capolista non va oltre il pareggio. A Teghil, contro un Brian Lignano mai domo, va in scena un 2-2 spettacolare ma amaro per gli ospiti: dopo il botta e risposta iniziale tra Ibe e Scotto (su rigore), il Treviso aveva accarezzato l'idea del blitz grazie al sigillo di Svidercoschi a inizio ripresa. La beffa arriva però a un minuto dal termine, con Videkon che gela i biancocelesti al 44'.

Ne approfitta, con cinismo da grande squadra, l'Union Clodiense. I granata ottengono la quinta vittoria consecutiva superando di misura una Luparense ostica. Decide un gol lampo di Rosso dopo appena sei minuti. Ora i punti sono 45 contro i 55 della capolista: il divario è ancora ampio, ma con 33 punti ancora a disposizione, la Clodiense lancia un messaggio chiaro: "noi ci siamo".

Dietro le due fuggitive, la bagarre per i piazzamenti play-off si infiamma. Il risultato più eclatante di giornata arriva da Cjarlins Muzane, dove i padroni di casa crollano verticalmente (0-3) sotto i colpi di un Legnago Salus devastante. I veronesi dominano in lungo e in largo: Gazzola apre le danze prima dell'intervallo, poi nella ripresa Menghi (su rigore) e Faye chiudono la pratica. Una vittoria pesante che porta il Legnago a 36 punti, a un solo passo dalla zona nobile e a -1 proprio dai friulani e dall'Este.

Occasione persa, invece, per il Mestre (38 punti). Gli arancioneri non riescono a scardinare il muro del fanalino di coda Portogruaro, impattando in uno 0-0 che lascia l'amaro in bocca. Un punto che muove la classifica ma non soddisfa le ambizioni di consolidamento del terzo posto. Stesso risultato a occhiali tra Vigasio ed Este, un pareggio che serve più ai padovani per mantenere la posizione play-off che ai veronesi, ancora invischiati nella zona calda.

Nelle retrovie, la situazione si fa drammatica per l'Adriese. La sconfitta interna per 0-4 contro il Conegliano è un campanello d'allarme assordante. I trevigiani, trascinati da uno Zigoni in stato di grazia (doppietta nel primo tempo) e dai gol di Fyda e Colombi, scappano a quota 29 punti, in una zona di relativa tranquillità. Per l'Adriese, ferma a 17, la salvezza diretta diventa un miraggio sempre più sfocato.

Boccata d'ossigeno vitale per il Campodarsego, che nello scontro diretto contro il Maia Alta Obermais non fallisce: l'eterno Pasquato apre le marcature dopo soli tre minuti e Calì raddoppia poco dopo. Un 2-0 che permette ai padovani di agganciare il treno a 29 punti, lasciando gli altoatesini terzultimi a quota 19, pericolosamente staccati dal gruppo play-out.

In coda, pareggi che sanno di "vorrei ma non posso" per Bassano e Calvi Noale. Il Bassano viene fermato sull'1-1 in casa dal San Luigi (Fasolo risponde a Baricchio), mentre il Calvi Noale impatta con lo stesso risultato contro l'Unione La Rocca Altavilla (Chiesurin riprende il vantaggio ospite di Peotta). Punti che muovono la classifica ma non risolvono i problemi di chi deve evitare la trappola degli spareggi retrocessione.

Mancano 11 giornate e la matematica non emette ancora sentenze definitive, ma i segnali sono forti. Il Treviso deve ritrovare la vittoria per spegnere sul nascere i sogni di rimonta di una Clodiense arrembante. Nella pancia del gruppo, il Legnago sembra la squadra più in forma per insidiare le posizioni play-off. In coda, per Portogruaro, Adriese e Maia Alta, il margine di errore è ormai esaurito: dalla prossima domenica servirà un cambio di passo radicale per evitare il baratro.


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