Serie D, il punto sul girone C: Treviso, "pareggite" pericolosa: la Clodiense rosicchia ancora. Legnago show a Muzane, notte fonda per l'Adriese
Siamo al giro di boa della fase decisiva. Con la 23ª giornata appena andata in archivio, mancano esattamente undici turni al termine di questo appassionante Girone C di Serie D. Se fino a un mese fa il campionato sembrava una marcia trionfale a senso unico, gli ultimi risultati ci raccontano una storia parzialmente diversa: la capolista gestisce, forse troppo, mentre l'inseguitrice ha ingranato la quinta. In coda, il baratro si fa sempre più vicino per le ultime della classe.
Il vantaggio resta rassicurante (+10), ma è l'inerzia a preoccupare i tifosi della capolista Treviso. Per la terza domenica consecutiva, la capolista non va oltre il pareggio. A Teghil, contro un Brian Lignano mai domo, va in scena un 2-2 spettacolare ma amaro per gli ospiti: dopo il botta e risposta iniziale tra Ibe e Scotto (su rigore), il Treviso aveva accarezzato l'idea del blitz grazie al sigillo di Svidercoschi a inizio ripresa. La beffa arriva però a un minuto dal termine, con Videkon che gela i biancocelesti al 44'.
Ne approfitta, con cinismo da grande squadra, l'Union Clodiense. I granata ottengono la quinta vittoria consecutiva superando di misura una Luparense ostica. Decide un gol lampo di Rosso dopo appena sei minuti. Ora i punti sono 45 contro i 55 della capolista: il divario è ancora ampio, ma con 33 punti ancora a disposizione, la Clodiense lancia un messaggio chiaro: "noi ci siamo".
Dietro le due fuggitive, la bagarre per i piazzamenti play-off si infiamma. Il risultato più eclatante di giornata arriva da Cjarlins Muzane, dove i padroni di casa crollano verticalmente (0-3) sotto i colpi di un Legnago Salus devastante. I veronesi dominano in lungo e in largo: Gazzola apre le danze prima dell'intervallo, poi nella ripresa Menghi (su rigore) e Faye chiudono la pratica. Una vittoria pesante che porta il Legnago a 36 punti, a un solo passo dalla zona nobile e a -1 proprio dai friulani e dall'Este.
Occasione persa, invece, per il Mestre (38 punti). Gli arancioneri non riescono a scardinare il muro del fanalino di coda Portogruaro, impattando in uno 0-0 che lascia l'amaro in bocca. Un punto che muove la classifica ma non soddisfa le ambizioni di consolidamento del terzo posto. Stesso risultato a occhiali tra Vigasio ed Este, un pareggio che serve più ai padovani per mantenere la posizione play-off che ai veronesi, ancora invischiati nella zona calda.
Nelle retrovie, la situazione si fa drammatica per l'Adriese. La sconfitta interna per 0-4 contro il Conegliano è un campanello d'allarme assordante. I trevigiani, trascinati da uno Zigoni in stato di grazia (doppietta nel primo tempo) e dai gol di Fyda e Colombi, scappano a quota 29 punti, in una zona di relativa tranquillità. Per l'Adriese, ferma a 17, la salvezza diretta diventa un miraggio sempre più sfocato.
Boccata d'ossigeno vitale per il Campodarsego, che nello scontro diretto contro il Maia Alta Obermais non fallisce: l'eterno Pasquato apre le marcature dopo soli tre minuti e Calì raddoppia poco dopo. Un 2-0 che permette ai padovani di agganciare il treno a 29 punti, lasciando gli altoatesini terzultimi a quota 19, pericolosamente staccati dal gruppo play-out.
In coda, pareggi che sanno di "vorrei ma non posso" per Bassano e Calvi Noale. Il Bassano viene fermato sull'1-1 in casa dal San Luigi (Fasolo risponde a Baricchio), mentre il Calvi Noale impatta con lo stesso risultato contro l'Unione La Rocca Altavilla (Chiesurin riprende il vantaggio ospite di Peotta). Punti che muovono la classifica ma non risolvono i problemi di chi deve evitare la trappola degli spareggi retrocessione.
Mancano 11 giornate e la matematica non emette ancora sentenze definitive, ma i segnali sono forti. Il Treviso deve ritrovare la vittoria per spegnere sul nascere i sogni di rimonta di una Clodiense arrembante. Nella pancia del gruppo, il Legnago sembra la squadra più in forma per insidiare le posizioni play-off. In coda, per Portogruaro, Adriese e Maia Alta, il margine di errore è ormai esaurito: dalla prossima domenica servirà un cambio di passo radicale per evitare il baratro.