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Serie D, il punto sul girone A: Ligorna e Vado, scatto sincronizzato verso la C. Il Sestri vince, in coda è guerra

di Andrea Villa

Siamo al giro di boa della stagione inoltrata, quella fase cruciale dove il pallone inizia a pesare il doppio e gli errori si pagano a caro prezzo. Archiviata la 20ª giornata sulle 34 previste, il Girone A di Serie D ci restituisce un verdetto chiaro: lassù in vetta non si scappa. È un duello rusticano, un testa a testa senza esclusione di colpi tra Ligorna e Vado, che continuano a marciare a braccetto a quota 47 punti, scavando un solco che inizia a diventare una voragine per le inseguitrici. Ma se davanti si corre, dietro si gomita: la lotta salvezza è un autentico ginepraio dove mezza classifica rischia di rimanere impigliata.

Non c'è tregua per le capoliste. Se qualcuno si aspettava un passo falso, è rimasto deluso. Il Vado passa con il minimo scarto ma con il massimo risultato sul difficile campo del Derthona. A decidere è il solito, implacabile Alfiero, che al 22' del primo tempo timbra il cartellino e regala tre punti d'oro ai rossoblù. Per Alfiero è l'ennesima conferma di uno stato di forma straripante (in gol anche nelle goleade delle settimane precedenti), confermandosi l'arma in più per scardinare le difese chiuse.

La risposta del Ligorna? Arriva forte e chiara da Saluzzo. I genovesi espugnano il "Damiano" per 2-1, ma non senza soffrire. Dopo il vantaggio lampo di Pastore e il pari di Valenti, serve il solito sigillo del "Re Mida" Dardan Vuthaj. L'attaccante, vero trascinatore in questo inizio di 2026 (reduce dalla tripletta col Sanremese e dalla doppietta col Celle Varazze), colpisce al 21' della ripresa spegnendo le velleità dei padroni di casa. Con Vuthaj in queste condizioni, sognare la Serie C è un obbligo morale per il Ligorna.

Se davanti scappano, dietro c'è chi ha inserito il turbo. Il Sestri Levante è la squadra più in forma del momento: quinta vittoria consecutiva e terzo posto consolidato a 39 punti. Il 3-1 inflitto al Varese all'Ossola è una prova di forza impressionante. Mattatore di giornata, neanche a dirlo, Ferretti: apre le danze, chiude i conti nel finale e si conferma letale (doppietta per lui, dopo il gol al Derthona e la doppietta al Sanremese).
Per il Varese, invece, è notte fonda. Scivolati a -13 dalla vetta e scavalcati anche da un solido Chisola (vittorioso 2-1 in rimonta sul campo del fanalino di coda NovaRomentin grazie a Rastrelli e Azizi), i biancorossi devono guardarsi le spalle più che la vetta. La "pareggite" delle settimane scorse si è trasformata in una sconfitta che ridimensiona le ambizioni lombarde.

Se la vetta è un affare a due, la coda è un thriller. La classifica, dal decimo posto in giù, è cortissima.
Colpo grosso del Celle Varazze, che nello scontro diretto contro il Gozzano trova una vittoria vitale per 3-1. Capra e Donaggio (ancora lui, dopo il gol al Club Milano) ribaltano l'iniziale svantaggio, portando i liguri a 21 punti e agganciando proprio i piemontesi. Una boccata d'ossigeno puro che inguaia i cusiani, ora risucchiati in pieno vortice play-out.

Non si fanno male Imperia e Club Milano (1-1), con Henry che risponde a Diallo: un punto che muove la classifica ma lascia i milanesi a quota 20, pericolosamente in bilico sul baratro della zona retrocessione diretta, dove la bagarre è infernale. A quota 20 troviamo anche la Sanremese (bloccata sullo 0-0 dalla Valenzana Mado) e la Lavagnese, che non va oltre l'1-1 ad Asti.
Proprio l'Asti, penultimo a 18 punti, vede assottigliarsi le speranze di evitare la retrocessione diretta: il pari di Soplantai è un brodino che non guarisce il malato, mentre il NovaRomentin, fermo a 12 punti e sconfitto ancora, sembra ormai destinato a un finale di stagione di pura sofferenza, a meno di miracoli sportivi nelle restanti 14 giornate.

Mancano ancora 14 giornate, un'eternità calcistica, ma i segnali sono inequivocabili. Ligorna e Vado stanno giocando un campionato a parte, con ritmi insostenibili per le altre. Il Sestri Levante proverà a fare da terzo incomodo, sperando in un calo delle battistrada. In coda, invece, regna l'incertezza: tra il 10° e il 17° posto ci sono appena 6 punti. Basta una vittoria per respirare o una sconfitta per sprofondare. La strada è ancora lunga, ma il margine di errore, da oggi, è ufficialmente azzerato.


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