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Serie D, cala il sipario sul girone H: il Barletta ora pensa allo scudetto, estasi Nardò e lacrime Gravina. Fasano tennistico

di Massimo Poerio

Il triplice fischio è risuonato, i calcoli sono finiti e il tabellone luminoso emette le sue inappellabili sentenze. La 34ª e ultima giornata del Girone H di Serie D manda agli archivi una "regular season" vissuta pericolosamente, sul filo del rasoio. Da un lato c'è l'apoteosi del Barletta, che ha staccato il pass per la Serie C; dall'altro, c'è chi ha acciuffato il treno play-off per i capelli, chi l'ha visto sfumare a parità di punti in un dramma sportivo senza precedenti, e chi ora si appresta a vivere la crudele roulette russa dei play-out. Andiamo ad analizzare a mente fredda l'atto conclusivo del campionato.

Il Barletta chiude in vetta a quota 70 punti e corona il sogno del professionismo. La capolista, palesemente appagata e con la testa fiaccata dai festeggiamenti, cede di misura (1-0) sul campo del Nardò. Ma se per i biancorossi la sconfitta è totalmente indolore, la rete siglata da D'Anna allo scadere del primo tempo vale letteralmente l'intera stagione per i neretini.

Il Nardò sale così a quota 55, blindando clamorosamente il quinto e ultimo posto utile per i play-off. Un traguardo raggiunto al fotofinish che si trasforma nella più atroce delle docce gelate per il Gravina (55). Ai murgiani, protagonisti di un finale di campionato a ritmi vertiginosi (ben 14 gol fatti nelle ultime tre gare), non basta vincere per 3-2 contro la Real Normanna (reti di Santoro, Tanasa e Basinisi a vanificare i timbri di Ndiaye ed Esposito). A parità di punti, le regole condannano il Gravina al sesto posto, chiudendo le porte della post-season.


Subito dietro la capolista, il Fasano (62) lancia un segnale terrificante in vista dei play-off, distruggendo la Paganese (58) con un tennistico 6-0. Mattatore assoluto del match è uno straripante Corvino, autore di una clamorosa tripletta in 42 minuti, ben coadiuvato da Penza, Pinto e Banegas. Un ko umiliante per la Paganese, che chiude comunque quarta ma deve ritrovare in fretta i cocci. La goleada permette al Fasano di agganciare al secondo posto il Martina (62), incappato in uno scivolone inatteso. I tarantini cadono infatti per 2-1 sul campo di un disperato Nola: dopo i rigori di Berardocco per i padroni di casa e il momentaneo pari di D'Arcangelo al 44' della ripresa, è stato Gallo in avvio di secondo tempo (6' st) a regalare i tre punti ai campani.


A centro classifica la giornata serviva a congedarsi dal proprio pubblico. Il Francavilla (43) chiude battendo 2-0 l'Afragolese (49) con l'uno-due firmato Visconti e Gentile. Pari spettacolo (2-2) tra Virtus Francavilla e Sarnese: per i pugliesi a referto Carretta su rigore e Bolognese, che rispondono a Foggia e Addessi. Ma il vero sospiro di sollievo arriva da Manfredonia (43). I pugliesi si garantiscono la salvezza diretta battendo per 1-2 la già condannata Acerrana grazie alla decisiva e letale doppietta di Hernaiz nei primi 82 minuti di gioco, rendendo vano il gol della bandiera di Longo.


In coda, con le sorti di Acerrana e Ferrandina (30) già segnate dalla retrocessione in Eccellenza, la 34ª giornata ha piazzato le pedine sulla scacchiera dei play-out. Il Pompei (34) arriva agli spareggi con l'inerzia dalla sua parte: l'1-2 piazzato in casa della Fidelis Andria (reti di Galdean su rigore e Fusco nel finale a ribaltare l'iniziale vantaggio di Taurino) è l'ennesima prova di forza di una squadra viva e combattiva. L'Heraclea (38) si garantisce il penultimo posto battendo proprio il Ferrandina per 2-1, spinta dalla rete pesantissima del veterano Mokulu all'88'. Chiudono la griglia le appaiate Nola e Sarnese (a quota 41).


La matematica non lascia più spazio a interpretazioni o speranze. La città di Barletta può finalmente abbracciare la Serie C e festeggiare il trionfo. Per Martina, Fasano, Paganese e Nardò inizia ora un nuovo mini-campionato, dove condizione fisica ed entusiasmo faranno la differenza. Dall'altro lato della medaglia, la tensione si taglia col coltello: per Sarnese, Nola, Heraclea e Pompei gli errori non sono più ammessi. I 90 minuti dei play-out rappresentano l'ultima, vitale scialuppa di salvataggio per non sprofondare nell'inferno dell'Eccellenza. La regular season è finita, ma la vera battaglia comincia adesso.


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