.

Savoia-Gelbison è una "sliding door" per la gloria

di Michele Caffarelli

Ecco il terzo pezzo. In questo caso, abbiamo un derby, una vendetta da consumare (il clamoroso 2-6 dell'andata), un fortino inespugnabile (il Giraud) e una giustizia sportiva (la penalizzazione dell'Igea) che ha riscritto i destini di entrambe le squadre. Ci sono tutti gli ingredienti per un articolo ad altissima tensione emotiva, perfetto per caricare l'ambiente prima della domenica.

Al "Giraud", inviolato in questa stagione, va in scena un derby campano ad altissima tensione. I bianconeri fiutano il sorpasso in vetta, ma i cilentani vogliono lavare l'onta del 2-6 dell'andata e sognano i playoff. E intanto, il caso Igea stravolge il Girone I.

Centoventisei chilometri di asfalto, calcoli e sogni. La distanza che separa Torre Annunziata da Vallo della Lucania è la stessa che intercorre tra l'ambizione di dominare e la voglia viscerale di rivalsa. Domenica pomeriggio, il Girone I si ferma per un derby campano che promette scintille, un incrocio di destini in cui la parola "pareggio" sembra non essere contemplata nei vocabolari di Savoia e Gelbison.


Partiamo da una certezza granitica, un dato che toglie il sonno agli allenatori avversari: a Torre Annunziata, quest'anno, non si passa. Lo stadio "Giraud" non è un semplice campo di calcio, è una trincea. Zero sconfitte interne, seconda miglior media punti casalinga del girone (dietro solo all'Athletic Palermo, che però ha giocato una gara in più davanti al proprio pubblico).

Il Savoia ha assaporato l'ebbrezza della vetta, ha guardato tutti dall'alto e ora ha una fame disperata di riprendersi lo scettro. E qui entra in gioco il fattore "X" della settimana: i 5 punti di penalizzazione inflitti alla Nuova Igea Virtus. Una mannaia della giustizia sportiva che ha di fatto estromesso i siciliani dalla corsa al primo posto, trasformando la volata finale in un duello rusticano a due tra il Savoia e l'Athletic Palermo. La truppa bianconera lo sa: da qui a fine anno, ogni partita in casa deve essere una sentenza.


Dall'altra parte della barricata, però, arriva una squadra che ha il dente avvelenato. Chi ha la memoria corta forse ha dimenticato la follia della gara d'andata al "Valentino Giordano": un 2-6 tennistico e irrazionale. La Gelbison andò in vantaggio, subì il sorpasso, trovò la forza di pareggiare con Leo al 66', prima di sciogliersi inspiegabilmente e incassare un poker devastante in appena undici minuti (tra il 77' e l'88'). Otto marcatori diversi, una ferita ancora aperta per l'orgoglio rossoblù.

Ma la Gelbison che sbarcherà a Torre Annunziata non è quella fragile corazzata di metà stagione. Dopo aver attraversato mesi bui, pascolando nella metà destra della classifica con lo spettro dei playout alle calcagna, i cilentani hanno svoltato. Oggi la zona rossa è distante 15 punti (praticamente un'era geologica in termini calcistici) e la testa è incredibilmente libera. Anzi, complice proprio la penalizzazione dell'Igea, il quinto posto che vale i playoff dista ora solo 5 lunghezze. La Gelbison ha la spensieratezza di chi è già salvo e la ferocia di chi vuole vendicarsi. Un mix letale.


Savoia-Gelbison basterebbe da sola a riempire la domenica sportiva, ma il Girone I ha deciso di regalarci un turno da cardiopalma. I destini di oplontini e cilentani, infatti, si intrecciano indissolubilmente con quanto accadrà altrove.

Tutti i radar sono puntati sul big match tra la "ferita" Nuova Igea Virtus e la Reggina (quinta contro terza, 45 contro 47 punti): una sfida che potrebbe affossare definitivamente l'Igea e rilanciare la Reggina, o viceversa. E attenzione al derby siciliano tra Messina e Nissa, altra gara che promette di riscrivere le gerarchie.

Allacciate le cinture. A Torre Annunziata non c'è in palio solo la supremazia regionale: si gioca per una fetta enorme di futuro.


Altre notizie
PUBBLICITÀ