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Sanremo canta anche fuori dall'Ariston: la rinascita della Sanremese

di Francesco Vigliotti

Mentre l'Italia ha gli occhi puntati sul Teatro Ariston per il Festival della Canzone, a Sanremo si consuma un'altra storia di riscatto e passione. La Sanremese, squadra che nella prima parte della stagione aveva toccato il fondo della classifica con soli 16 punti e lo spettro della retrocessione sempre più vicino, ha orchestrato una rimonta straordinaria che sta facendo sognare i tifosi della Città dei Fiori.

I numeri del girone di ritorno parlano chiaro e certificano una metamorfosi quasi miracolosa: 19 punti conquistati in 8 partite, con un bilancio che include sei vittorie, un pareggio e una sola sconfitta. Ma c'è di più: le ultime cinque gare si sono tutte concluse con un successo, alimentando un entusiasmo che sembrava ormai svanito durante i difficili mesi autunnali.

Dietro questa trasformazione c'è la mano di Marco Banchini, tecnico di Vigevano chiamato a raddrizzare una situazione che appariva compromessa. Banchini è il terzo allenatore della stagione, subentrato dopo le gestioni di Davide Moro e Fabio Fossati, entrambi esonerati per i risultati deludenti. Il suo arrivo durante la pausa natalizia rappresentava l'ultima carta da giocare per una società che aveva perso identità e compattezza.

Nel suo curriculum spiccano esperienze significative, tra cui la vittoria del campionato di Serie D alla guida del Como e diversi incarichi in Serie C. Ma a convincerlo ad accettare questa sfida complicata è stata una telefonata d'eccezione, come lui stesso ha raccontato sulle colonne di Tuttosport. A chiamarlo è stato Christian Karembeu, leggenda del calcio francese e figura centrale nel progetto della Sanremese: "Non posso mai rifiutare una proposta che arriva da una personalità come Karembeu", ha dichiarato l'allenatore, sottolineando anche l'ottimo rapporto instaurato fin da subito con il direttore Pierre Issa.

La ricetta di Banchini per risollevare le sorti della squadra è pragmatica ed essenziale, lontana da tatticismi eccessivi o sperimentazioni azzardate: "Il calcio, per me, rimane psicologia e palle ferme". Una visione che privilegia la solidità mentale del gruppo e la concretezza nelle situazioni decisive, elementi evidentemente mancati nella prima parte di stagione.

A sostenere il lavoro dell'allenatore è arrivata una campagna acquisti invernale mirata, pensata per colmare lacune evidenti e dare nuova linfa a un organico in difficoltà. La dirigenza ha operato con decisione, inserendo rinforzi di qualità ed esperienza in tutti i reparti.

Tra i nuovi arrivi spicca il portiere Licata, chiamato a garantire sicurezza tra i pali, e l'attaccante Mbakogu, elemento esperto che porta con sé anni di categoria e gol pesanti. A centrocampo sono stati aggiunti Fofana e Gonzalez, giocatori dalle caratteristiche complementari in grado di dare sostanza e dinamismo alla mediana. Interventi mirati che hanno permesso a Banchini di plasmare la squadra secondo le proprie idee tattiche.

Nonostante i risultati eccellenti delle ultime settimane, l'ambiente matuziano mantiene i piedi per terra. L'obiettivo ufficiale rimane la salvezza, traguardo che ora appare molto più vicino rispetto a qualche mese fa. Tuttavia, la continuità dimostrata nel girone di ritorno sta alimentando ambizioni più elevate: chiudere la stagione con un piazzamento dignitoso non è più un'ipotesi remota.

Il prossimo appuntamento sarà cruciale per confermare il momento positivo. Domenica la Sanremese affronterà l'Asti in una gara che potrebbe rappresentare il sesto successo consecutivo, un filotto che certificherebbe definitivamente la rinascita della squadra. L'appuntamento è fissato per il giorno successivo alla finale del Festival della Canzone Italiana, quasi a voler simbolicamente celebrare due eccellenze della città.

La sfida contro l'Asti arriva in un momento di grande fiducia per i biancoazzurri, ma anche di consapevolezza. Banchini sa che ogni partita sarà una battaglia fino alla fine del campionato e che la strada verso la salvezza, pur essendo più agevole rispetto a gennaio, richiede ancora concentrazione massima e umiltà.

La storia della Sanremese in questa stagione è emblematica di come nel calcio, come nella vita, non sia mai troppo tardi per invertire la rotta. Con un allenatore capace di trasmettere fiducia, una società che ha saputo intervenire al momento giusto e un gruppo che ha ritrovato compattezza, la squadra ligure sta scrivendo un finale di stagione ben diverso da quello che sembrava inevitabile pochi mesi fa. E mentre l'Ariston si prepara all'ultima serata del Festival, Sanremo può cantare anche per la sua squadra di calcio.


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