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Sancataldese, Vanzetto avvisa i suoi prima dell'Athletic Palermo: «Giocano il miglior calcio, la differenza la faranno i duelli»

di Antonio Sala

Dopo il punto conquistato nella trasferta di Messina, la Sancataldese si prepara ad un altro banco di prova ad altissimo coefficiente di difficoltà. I verdeamaranto saranno infatti ospiti dell'Athletic Club Palermo per la ventesima giornata del Girone I di Serie D. Alla vigilia dell'incontro, il tecnico Leonardo Vanzetto ha analizzato la sfida, riconoscendo il grande valore dell'avversario ma sottolineando la voglia della sua giovane rosa di misurarsi contro i migliori.

Sull'avversario e il momento di forma
«È un'altra sfida dove affrontiamo forse la squadra che sta meglio di tutto il campionato in questo momento. Una squadra dove gli riesce tutto, dove riescono a tirare fuori il meglio dalle qualità dei singoli. Hanno dei singoli con grandi qualità tecniche, ormai li conosciamo, ma tra di noi ci conosciamo tutti come diciamo sempre. È una squadra in salute, una squadra che in questo momento è libera di testa. E quindi noi sappiamo quali sono i loro lati positivi, quelli che abbiamo detto, ma sappiamo che anche loro, come tutte le squadre, hanno dei lati negativi e noi là dobbiamo essere bravi».

Sull'approccio alla gara e i punti di forza necessari
«Lo sappiamo, bisogna stare in partita, saper leggere le situazioni del momento. Perché in una gara, in una partita, ci sono tante situazioni. Non è che tu prepari una partita che va come se sei in un'autostrada, vai ai 120 all'ora e finisce là. No. È una strada tortuosa: c'è la salita, c'è la discesa, c'è la pianura. E la partita è questa. Tu la devi saper interpretare, devi saper capire qual è il momento in cui puoi forzare, ti puoi sbilanciare, e quando è il momento di stare uniti. Sono letture che tu prepari durante la settimana, però l'imponderabile... deve essere bravo il giocatore in quel momento a saperla interpretare».

Sulle motivazioni e la mentalità contro una "big"
«Io dico, e lo dico tante volte anche ai miei ragazzi, ma anche a me stesso: ma io posso motivare i miei ragazzi o trovare le corde giuste? Ragazzi, facciamo il lavoro più bello del mondo. Poi quando vai in campo è la tua figura che scende e che si mette in gioco. Quindi penso che nessuno di noi voglia fare brutta figura. Poi ci sono dei duelli. Specie il calcio di adesso è tutto un duello, duello, duello. Quindi io vi dico: vince chi vince più duelli, perché è la verità. I ragazzi sono intelligenti, hanno una voglia, hanno voglia di crescere perché è una squadra giovanissima, no? Abbiamo una squadra giovanissima. Quindi io penso che non ho bisogno di toccargli le corde giuste. Andiamo a giocare contro una squadra che in questo momento fa il più bel calcio, e quindi insomma penso che dobbiamo sapere interpretare la gara».


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